I comandamenti del dio €uro

Il cambio fisso ha svalutato il lavoro, cioè l’economia reale. E siamo finiti in braccio ad una nuova idolatria

Nella prima parte di questo approfondimento sul rapporto fra denaro (euro) e cristianesimo, abbiamo visto la concezione cristiana del denaro; oggi analizzeremo la religione del dio €uro e trarremo alcune conclusioni. Di seguito riporto i comandamenti della religione eurista.

1) Io sono l’€uro dio tuo, non avrai altro dio (valore) fuori di me.
2) Onora la BCE e la Commissione
3) Non nominare l’uscita dall’€uro invano, altrimenti aumenta lo spread.
4) Non desiderare la tua vecchia moneta.
5) Ricordati di santificare il pareggio di bilancio.
6) Non commettere atti di spesa impuri.
7) Non desiderare lo spread d’altri.
8) Non desiderare la sovranità monetaria d’altri.

Il primi due comandamenti sono il fondamento anticristiano della moneta unica. Abbiamo visto come nel cristianesimo sia predominante l’uomo sul denaro, nell’Euro è il contrario. Vediamo come ciò avviene. Anche nella religione eurista abbiamo una trinità: il dio €uro, la figlia Commissione, e lo spirito santo BCE. Come ha giustamente detto il profeta, la Commissione e la BCE “sono al riparo del processo elettorale”, cioè non possono essere messe in discussione dai fedeli, gli elettori europei. Accertata l’intoccabilità, il dio €uro ha opportunamente unito alla figlia e allo spirito santo il braccio secolare del denaro, il Fondo Monetario Internazionale dando vita alla pagana Troika.

Il fondamento fideistico dell’€uro, oltre all’indipendenza della BCE, è l’instaurazione del dogma del cambio fisso tra i paesi aderenti alla moneta unica, anche se questo contraddice una delle regole naturali nel funzionamento dell’economia internazionale, cioè la flessibilità (più o meno controllata) del cambio. Questo dogma va contro anche alle teorie di Milton Freedman, padre del capitalismo finanziario, e campione di liberismo, il quale nutriva seri dubbi sull’€uro: “I believe that adoption of the Euro would have the opposite effect. Monetary unity imposed under unfavorable conditions will prove a barrier to the achievement of political unity”. L’Euro avrebbe avuto un effetto opposto, avrebbe diviso anziché unire l’Europa. Ma va!

E’ proprio la scelta religiosa del cambio fisso tra i diversi paesi dell’€uro che pone nell’eurozona il denaro prima dell’uomo, attuando la divinizzazione dell’€uro (non avrai altro dio fuori di me). Infatti, in una economia internazionale è normale che un paese che esporta più di quello che importa veda la propria valuta rivalutarsi; la rivalutazione è la conseguenza naturale agli squilibri economici tra paesi diversi, con dicersi tassi d’inflazione, ma ad una naturale rivalutazione corrisponde una naturale svalutazione.

Inoltre, sappiamo che in economia i due fattori principali sono il capitale e il lavoro. Il capitale a sua volta si può suddividere tra capitale finanziario (mammona) e capitale-patrimonio (case, aziende). Il cambio fisso tutela esclusivamente il capitale finanziario da possibili perdite non certo il capitale patrimonio, come è stato certificato dalle recenti svalutazione di fondi immobiliari. La svalutazione monetaria non rientra tra le dieci piaghe d’Egitto, l’Euro negli ultimi tempi si è svalutato del 30% sul dollaro, e sullo yuan, e non sono successi disastri o sciagure economiche, anzi le nostre esportazioni sono state favorite. Gli unici ad averci rimesso sono gli investitori fuori della zona euro che hanno visto il valore dei loro investimenti diminuire. Ancora la svalutazione non ha peggiorato la situazione dell’operaio di Melfi, o dell’operaio di Sterlingh Heights in Michigan (Usa), e non ha neanche ridotto il valore degli impianti industriali espressi nella valuta nazionale. Chi ci ha rimesso è solamente il capitale finanziario, cioè il denaro.

Ma se tra due Paesi diversi – dove per Paesi diversi si intendono due nazioni con diversi parlamenti, diverse lingue, diversi primi ministri, diversi sistemi fiscali, diversa inflazione – c’è il cambio fisso (cioè la stessa moneta), gli squilibri commerciali non possono più essere compensati dal normale meccanismo monetario della svalutazione/rivalutazione. Questo è quello che succede all’interno della zona €uro, dove gli squilibri commerciali tra i paesi aderenti non possono essere compensati dai movimenti nei rapporti di cambio. Quindi se non si può più svalutare la moneta allora bisogna svalutare l’altro componente dell’economia: il lavoro, cioè l’uomo. Ma se si svaluta il lavoro, la domanda interna di una nazione diminuisce, successivamente al calo della domanda si svaluta anche il capitale patrimonio, cioè le case, le piccole e medie aziende, siano esse commerciali, artigianali o industriali. Che alla fine chiudono. Vi dice nulla questo?

L’€urozona è un mostro economico che considera il salasso (riduzione dei salari) indispensabile per salvare il dio €uro, ma sappiamo da secoli che il salasso rischia di uccidere il paziente anziché curarlo. Qualsiasi sacrificio non è mai abbastanza per scongiurare l’inflazione e mantenere la stabilità monetaria, peccato che a forza di combattere l’inflazione siamo finiti in deflazione. E’ chiaro che i valori fondamentali dell’€uro sono incompatibili con i valori cristiani – probabilmente molti cattolici, a loro insaputa, preferiscono il denaro all’uomo. A conclusione di questo percorso una domanda sorge spontanea. Siccome prima di iniziare la sua passione Gesù disse ai suoi Apostoli: “Io sono la via, la verità e la vita” (Giovanni 14.6), l’€uro che è il suo contrario, cos’è?