Caso Veneto Banca, pm Treviso: «mancano magistrati»

Il fascicolo d’inchiesta su Veneto Banca starebbe per tornare presso il tribunale di Treviso, dopo che il caso era stato assegnato a Roma nel febbraio 2015, sull’onda di numerosi esposti per truffa, estorsione ed altri reati che sarebbero di competenza della procura trevigiana. Lo scrivono Milvana Citter e Andrea Priante a pagina 12 del Corriere del Veneto di oggi.

«Per ora non ho ricevuto alcuna comunicazione dai colleghi della Capitale – puntualizza il procuratore trevigiano Michele Dalla Costa – e tantomeno sono arrivati i faldoni». Quel che è certo, tuttavia, è che l’inchiesta «enorme» desta preoccupazione al capo della procura di Treviso: «non so davvero come faremo a gestirla date le risorse di cui disponiamo». Dalla Costa ha segnalato più volte, da quando si è insediato, l’insufficienza dell’organico del Palazzo di giustizia trevigiano.

Ma nonostante il recente intervento del ministro della Giustizia Andrea Orlando, che ha portato a 12 il numero dei sostituti procuratori, il problema resta: «abbiamo una scopertura del 41%. Al momento in servizio sono solo in sette con oltre mille fascicoli a testa da gestire. Solo per fare un esempio – spiega Dalla Costa – abbiamo 4.200 fascicoli pendenti di reati di competenza del giudice di pace da mandare avanti. E siamo bloccati». Per gestire un’indagine come quella su Veneto Banca, servirebbe un pool di magistrati dedicati: «ma non ho gli uomini per farlo», mette le mani avanti il procuratore.