Processo Mose, Mazzacurati «lucido e presente»

Il collegio del Tribunale di Venezia, presieduto dal giudice vicentino Stefano Manduzio, ha ammesso nel processo Mose gli interrogatori e gli altri atti relativi alle dichiarazioni dell’ex presidente del Consorzio Venezia Nuova Giovanni Mazzacurati. Che, secondo quanto si legge a pagina 11 del Giornale di Vicenza, resteranno validi ai fini del processo Mose. I giudici, infatti, si rifanno alla dichiarazione del medico di fiducia di Mazzacurati, la dott. Maria Teresa Sanna, secondo la quale nel 2013 egli era «stressato e presente, orientato, lucido» a livello mentale.

Sempre secondo la Sanna, il cao del Cvn sarebbe stato molto provato, successivamente, dalla morte del figlio regista. I giudici avrebbero inoltre derubricato a «modeste evidenze» del male che avrebbe poi colpito Mazzaurati le analisi compiute dall’ospedale di Mirano, che nel 2013 diagnosticavano un’encefalopatia con «sofferenza della sostanza bianca sottocorticale».

Dunque per i giudizi veneziani gli interrogatori del 2013 restano validi in quanto all’epoca non era possibile prevedere che Mazzacurati in seguito non sarebbe più stato in grado di comparire in aula per ripetere le proprie affermazioni. «Vanno quindi acquisite al fascicolo le dichiarazioni di cui ai verbali di interrogatorio rese da Giovanni Mazzacurati, comprensivi dei memoriali solo se invi integralmente richiamati»: questo quanto deciso con l’ordinanza depositata ieri dal Tribunale.