«Profughi nel Trevigiano, c’è rischio infettivo?»

«Vogliamo essere informati con cadenza trimestrale sullo stato complessivo di salute nelle strutture di accoglienza». I sindaci dell’Opitergino-Mottense scrivono al prefetto in merito al rischio sanitario che potrebbe essere causato dalla presenza di richiedenti asilo nelle struttre dei quattordici Comuni, gestite direttamente dalla prefettura e in cui i sindaci possono solo con l’apposita autorizzazione. Lo scrive Claudia Stefani a pagina 35 de La Tribuna di oggi.

«Si tratta di un’iniziativa di buon senso condivisa da tutti i Comuni dell’opitergino-mottense», sppiega la sindaca di Oderzo Maria Scardellato, illustrando i contenuti della lettera che vorrebbe aprire un dialogo con la prefettura. I sindaci, infatti, chiedono al prefetto aggiornamenti periodici e una maggiore comunicazione ai sindaci «per poter rassicurare i cittadini». Dai quali, infatti, arriverebbero richieste pressanti in merito ai rischi infettivi e sanitari determinati dalla presenza dei profughi. A cui i sindaci non sarebbero in grado di dare risposta.

«Ricevo quotidianamente domande e segnalazioni da parte di cittadini preoccupati», dice il sindaco di Lutrano di Fontanelle Ezio Dan. «La lettera nasce proprio dalle richieste di informazioni da parte dei cittadini – spiega il sindaco, nel cui comune sono ospitate alcune donne coi bambini – per il momento posso dire che non abbiamo avuto grossi problemi di convivenza, ma i cittadini sono preoccupati perchè le migranti circolano liberamente per il territorio, entrano nei bar e nei supermercati, sostano sulle panchine. Non comprano niente, girano per i locali, toccano la merce e poi se ne vanno, indisponendo i commercianti».

«Quello che chiediamo noi sindaci è, in qualità di autorità sanitarie locali, di essere informati sulle condizioni sanitarie dei richiedenti asilo che ospitiamo nei nostri Comuni – conclude Dan – in modo da poter dare delle risposte complete e nell’ottica della massima trasparenza ai nostri cittadini».

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