«Veneto Banca, direttori filiali sapevano»

I risparmiatori di Veneto Banca traditi dall’istituto di Montebelluna chiamano in causa i direttori di filiale. Come scrive il Mattino di Padova di oggi, a pagina 12, l’ipotesi è che, pur essendo a conoscenza della situazione della banca, abbiano venduto azioni a prezzo sopravvalutato e concesso finanziamenti a soggetti a rischio. Ad avvalorare la tesi, la dichiarazione di un ex dipendente di una filiale del Trevigiano che denuncia tali meccanismi sostenendo l’esistenza di una direttiva e il fatto che tutti sapevano.

Nel documento, inviato alla Procura di Roma insieme a circa 4.000 querele di clienti, l’ex impiegato rivela che «ci era pervenuta una direttiva che ci assegnava l’incarico di raccogliere più soci azionisti possibili perché la Banca aveva problemi di vecchi crediti deteriorati da coprire e, quindi, aveva la necessità di recuperare denaro per rappresentare un patrimonio netto che rientrasse nei parametri di legge». Si legge ancora nella nota: «Tutti i miei colleghi erano a conoscenza di ciò e dichiararono anch’essi ai clienti che l’investimento in azioni e/o obbligazioni della Banca erano sicuri e che nel tempo avrebbero ulteriormente aumentato di valore». Il fascicolo per truffa sta tornando a Treviso e spetterà alla magistratura veneta valutare eventuali violazioni da parte dei direttori di filiale, con l’ipotesi di raggiri contrattuali.