Vino, storica Enoitalia cresce e punta all’estero

«Il bilancio 2015 è stato di 136,5 milioni di euro con un più 7% rispetto al 2014. Negli ultimi cinque anni il trend di crescita complessivo è stato del 65% il che ci porta a stimare, per il 2016 un aumento tra l’8 e il 10%. L’ultima produzione è stata di 88,9 milioni di bottiglie che diventeranno 93 milioni il prossimo anno». Così, intervistato da Fabio Schiavo sul Corriere Economia a pagina 21, Giorgio Pizzolo presidente presidente di Enoitalia, una cantina storica a conduzione familiare con sede a Calmasino di Bardolino (Verona) entrata a far parte dei big player del vino italiano. La famiglia Pizzolo opera nel settore vitivinicolo dal 18esimo secolo e dal 1986 ha fondato Enoitalia tramite una serie di acquisizioni.

«Aumentiamo costantemente di fatturato e volumi — continua il presidente — soprattutto nella quota di export pari al 79%. Siamo presenti in quattro continenti e 80 Paesi, con Canada, Usa, Germania e Regno Unito che segnano le migliori performance. Stiamo pensando anche al Far East, però è una strategia dai tempi lunghi perché il mercato è ancora di nicchia». «Puntiamo a riscoprire e valorizzare coltivazioni vitivinicole che rischierebbero di sparire nel mercato globale» e «a preservare metodi di coltivazione millenari — conclude il manager —. Vogliamo anche promuovere il talento italiano in tutto il mondo».

(ph: ilreporter.it)

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