BpVi, Adusbef: «anche Sorato ha ceduto beni a familiari»

«I principali esponenti apicali dell’istituto hanno alienato gran parte dei loro beni, spesso ai familiari», pertanto è necessario che la Procura proceda quanto prima con i sequestri conservativi a tutela dei clienti danneggiati della Banca Popolare di Vicenza. L’appello, scrive Sabrina Tomè sul Mattino a pagina 15, arriva dal rappresentante regionale dell’Adusbef, l’avvocato Luca Pavanetto. L’Adusbef ha consegnato alla magistratura i documenti che proverebbero questi passaggi. Per quanto riguarda l’ex presidente di BpVi, Gianni Zonin, i fari sono puntati sulla cessione alla moglie del 2% del capitale sociale di “Tenuta Rocca di Montemassi srl”, a terzi del 31% del capitale sociale di “San Marco srl”, e ai figli la cessione della “Tenuta di Montebello” e delle partecipazioni in Casa Vinicola Zonin Spa.

Ma nel mirino dell’Adusbef c’è anche l’ex direttore generale della banca Samuele Sorato a cui vengono contestate tre alienazioni compiute il 28 luglio 2015 cioè poco dopo la prima svalutazione delle azioni di BpVi. Sorato prima cede metà del diritto di proprietà su un’autorimessa a Jesolo, in via delle Nereidi, riservando a sè e ai due figli il diritto d’uso dell’immobile; poi cede alla moglie la metà di due case a Noale, una in via Rossi e l’altra in via Bosco dell’Orco. Le cessioni non sono irregolari, ma i risparmiatori sospettano siano state fatte per evitare l’ordine di sequestro sui beni e pertanto chiedono alla Procura di estenderlo anche ai beni alienati.

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