Decreto Trump, veneta bloccata in aeroporto per ore

Stava tornando dalle ferie in Centro America quando, atterrata per uno scalo, sono scattate le manette e un interrogatorio di 7 ore. Come racconta il Mattino di Padova, alla fine Alessandra, 35enne veneta, è stata rilasciata ma oltre al danno la beffa: non solo ha dovuto acquistare un altro biglietto aereo spendendo un migliaio di dollari, ma ha anche ricevuto una parcella di 2.850 dollari per il tempo impiegato dagli agenti dell’ufficio immigrazione per chiarire la sua identità. Tutto ha inizio allo scalo di Atlanta dove la ragazza è costretta, a causa del decreto con divieto d’ingresso di Trump per persone provenienti da sette Paesi a maggioranza islamica, a fare la dogana e presentarsi nuovamente al check-in per Londra.

Nel suo passaporto italiano sono presenti vari visti di Paesi arabi, tra cui la Libia. Questo fa insospettire il controllore che chiama due poliziotti che ammanettano la ragazza senza spiegazioni, oltre a sequestrarle cellulare ed altri effetti personali. Viene trasferita in una stanza dove inizia l’interrogatorio molto dettagliato su vita privata e professionale, rigorosamente registrato. Inoltre le viene chiesto il codice d’accesso del cellulare per controllare chiamate, messaggi e le varie app. Solo dopo molto tempo e l’intervento del suo avvocato, la ragazza viene rilasciata.

 

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