Manildo: «Zaia contro De Poli? Si rivolga a Gobbo»

Il sindaco di Treviso, Giovanni Manildo (in foto) interviene nella querelle sugli stipendi d’oro in Fondazione Cassamarca criticando i 10 milioni di euro lordi percepiti in 25 anni dal presidente Dino de Poli. «Cifre impressionanti, che fanno due volte specie – dice il sindaco intervistato da Andrea Passerini sulla Tribuna a pagina 17 – La prima perché leggiamo delle difficoltà finanziarie di Fondazione, la seconda perché non va mai dimenticato che Fondazione amministra non un patrimonio proprio, ma di tutti i trevigiani, perché è nato dalle azioni che aveva a suo tempo la Cassa di Risparmio». E sulla nomina del big leghista Gian Paolo Gobbo entrato nel cda da un mese e mezzo: «visto che Gobbo è dentro i vertici Fondazione, può dare ragguagli al governatore Zaia, che non può lamentarsi di non avere numeri e cifre. Non mi pare sia il primo esponente delle Lega a sedersi ai vertici di Fondazione. Già dopo un giorno poteva dare i numeri al governatore».

«E’ da anni che c’è un patto preciso tra i vertici di Fondazione e la Lega, di cui Gobbo oggi raccoglie i frutti – attacca il sindaco Pd -. E’ un dato di fatto che le operazioni che oggi si contestano, a cominciare dall’Appiani che ha svuotato il centro, sono state avallate, se non volute e sostenute pienamente dalla Lega. Cos’hanno fatto i leghisti in Fondazione? O hanno lasciato fare, o hanno appoggiato. E’ storia. Per questo sorprende, diciamo così, che oggi il governatore leghista parli (…) Fa sorridere che oggi Zaia chieda lumi, o torni a invocare a De Poli, il farsi da parte: c’è stata una sostanziale non interferenza. Ricordo che la Lega ha governato Treviso dal 1994 al 2013, non parliamo nemmeno di Regione e Provincia. A proposito, quella volta furono proprio Zaia e De Poli, alla fin fine, a spartirsi di fatto la città: uno con la Provincia, l’altro l’Appiani».

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