«Tav, in Veneto non c’è ma la paghiamo lo stesso»

Nuova stangata per i pendolari sugli abbonamenti dei treni ad Alta Velocità. Come scrive Martina Zambon sul Corriere del Veneto a pagina 2, da marzo andare dal lunedì al venerdì da Mestre a Verona, costerà circa 250 euro. «Il dato inaccettabile è che paghiamo per un servizio, l’Alta Velocità, che in Veneto semplicemente non esiste», spiega la referente dei Comitati dei pendolari per la tratta Venezia-Milano, Simona Forni, che ha incontrato l’assessore regionale ai trasporti Elisa De Berti per incitare la Regione a protestare contro gli aumenti di Trenitalia.

Tutto nasce quando a maggio 2016 l’Autorità per la Regolamentazione dei Trasporti dichiara quello ferroviario un «libero mercato». Si parla di abolire gli abbonamenti ma poi, dopo le proteste degli utenti, si decide di mantenerli. Ma poi arrivano una serie di aumenti: si parla del 33-35% di un rincaro sul costo degli abbonamenti anche se Trenitalia promette rimborsi e afferma che aumenterà solo del 10% dal 1 marzo. «In Veneto, oltre al danno, c’è la beffa – spiega Forni – visto che si applicano aumenti pesanti giustificati da un servizio che non c’è adducendo il libero mercato come giustificazione mentre, sulla Venezia-Milano, c’è solo Trenitalia. Si tratta di un vero monopolio».