«Mose, nessun rischio corrosione per cerniere e perni»

Mose: Provveditorato O.Pubbliche, no criticità cerniere

Non sussistono criticità per le cerniere del Mose: è quanto affermato in una nota firmata dal Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche del Triveneto, d’intesa con l’Amministrazione straordinaria del Consorzio Venezia Nuova che sta operando alla realizzazione materiale del sistema di paratoie mobili per la difesa di Venezia e della laguna dalle acque alte. La nota tecnica prende spunto dalle notizie relative alla relazione fatta dal prof. Gian Mario Paolucci, richiesta dallo stesso Provveditorato e consegnata nell’ottobre scorso, in cui venivano ipotizzate delle criticità inerenti alle cerniere, anche riguardo ai materiali usati per la realizzazione dei perni.

La nota rileva che non sussistono né la presunta criticità «riguardante la protezione catodica sugli elementi femmina delle cerniere», né «il paventato grave rischio» di corrosione per il lungo tempo di permanenza sott’acqua senza la stessa protezione. «Sugli elementi femmina, infatti – si legge nel comunicato – prima del posizionamento in mare, è stata installata una protezione catodica provvisoria in grado di coprire il rischio di corrosione per un arco temporale di dieci anni. A tale protezione provvisoria andrà poi a sostituirsi quella definitiva all’atto della installazione delle paratoie». Viene anche ricordato che sull’efficacia anticorrosiva della protezione catodica si era espresso lo stesso prof. Paolucci nel febbraio 2012.

Anche l’ipotesi di un utilizzo di materiali diversi per la costruzione dei perni, provenienti da altri Paesi rispetto a quelli di aziende italiane utilizzati negli studi preliminari, per il Provveditorato «l’ipotesi è del tutto smentita dalla circostanza che la fornitura degli elementi forgiati e dei successivi trattamenti» è di aziende italiane e che il tutto è stato assoggettato a un «complesso iter di controllo che coinvolge il produttore, la direzione dei lavori e i collaudatori statici, documentato con apposite certificazioni e relazioni». Infine, non sussiste nemmeno l’ipotesi che un rilascio di tensioni residue, derivanti dal processo di saldatura per assemblaggio degli elementi “maschio” delle cerniere, possa mettere a rischio l’integrità degli elementi indicati.

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