«Venezia, bilancio non a posto ma lo risaneremo»

Ottocento milioni di debiti, dei quali trenta già ridotti grazie al contenimento e alla razionalizzazione della spesa attuati dalla nuova giunta comunale di Venezia. Il sindaco Luigi Brugnaro, conti alla mano, replica così alle osservazioni della Corte dei Conti sulla gestione economica 2013 (quindi relativa alla precedente amministrazione). La delibera municipale di risposta è stata approvata ieri. Il sindaco condivide i 16 appunti mossi dai giudici contabili e ammette che «il bilancio non è a posto, ma la nuova giunta ha avviato un serio processo di risanamento: spendiamo quello che possiamo spendere». Per il primo cittadino, il problema della liquidità non potrà comunque essere risolto «in uno o due anni», anche se, dalla sua elezione i primi risultati già ci sono: «nel 2016 non abbiamo sforato il patto di stabilità e non lo faremo neppure nel 2017, ben attenti ai vicoli di finanza pubblica che ci sono stati imposti».

Ora il sindaco vuole mettere mano alle partecipate, «visto che non godono di buona salute», valutando operato, liquidità  e organici. Brugnaro ha ricordato che il Comune ha tremila dipendenti, mentre le partecipate ne hanno settemila. Anche il lavoro sulle partecipate, a giudizio del sindaco, sta dando i primi frutti: «già sei milioni sono stati risparmiati con il loro efficientamento». L’intenzione del Comune è quella di «avere sotto gli occhi tutto quello che viene fatto dalle società», intervenendo se necessario e agendo concretamente attraverso «un codice etico di comportamento per gli amministrativi». Brugnaro ha ricordato che è stato approvato dall’amministrazione un piano anticorruzione e un successivo piano di ristrutturazione che prevede, tra l’altro, uffici di controllo amministrativo sul territorio. «Il Comune deve controllare come i servizi vengono svolti – ha aggiunto – e questo deve avvenire anche per le partecipate».

(Ph. Comune Venezia)

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