Pfas, Regione Veneto: «la Ecomafie ha scritto falsità»

La relazione conclusiva della Commissione Ecomafie sulla contaminazione da Pfas in Veneto, scatena la reazione piccata della Regione. Come scrive Filippo Tosatto su La Nuova Venezia a pagina 12, nel documento la Regione veniva accusata di non aver fissato limiti rigidi alle sostanze derivanti dal fluoro negli scarichi delle aziende, consentendo così alla Miteni di Trissino di inquinare le falde con gravi danni per l’ambiente e alla salute dei cittadini dell’area interessata. Per l’assessore all’Ambiente Gianpaolo Bottacin (in foto) il rapporto è «in alcune parti assolutamente discostante dalla realtà dei fatti» e chi ha votato il testo «si assumerà anche la responsabilità delle falsità ivi contenute».

«Le Regioni – precisa Bottacin -, eventualmente, possono solo restringere i limiti agli scarichi già previsti a livello statale ma non imporne ex novo, perché tale prerogativa è riservata al ministero». L’assessore sospetta inoltre che dietro la relazione si celino fini politici per colpire l’amministrazione regionale: «l’indagine parlamentare sugli effetti dei Pfas è stata limitata al Veneto sebbene la presenza di tali sostanze sia rilevata in diverse aste lungo il corso del Po, e anche in altri importanti fiumi come l’Arno; di questo però nulla viene detto». «La verità – conclude Bottacin – è che la Regione Veneto, unica in Italia, non appena conosciuto lo studio del Cnr sugli effetti della contaminazione, era il 2013, si è immediatamente attivata filtrando l’acqua potabile e, tramite l’Arpav, denunciando l’inquinamento all’autorità giudiziaria, secondo quanto previsto dal codice penale».