Una neo-mamma su due costretta a lasciare il lavoro

Ogni giorno, solo il Veneto, si dimettono in media quattro donne perchè appena diventate mamme. Il dato emerge dal nuovo Rapporto sull’occupazione maschile e femminile, che contiene i dati raccolti dalla Direzione interregionale del lavoro di Venezia. Il motivo più frequente che porta una neo mamma su due a licenziarsi è perchè non sa a chi lasciare suo figlio. Sandra Miotto, consigliera regionale di Parità, spiega: «le ancora scarse politiche per la conciliazione dei tempi tra famiglia e lavoro, il conseguente abbandono prematuro della carriera sono tutti elementi che pongono un allarme: senza una profonda innovazione sociale e culturale, che coinvolga in primis le politiche di genere, il futuro potrebbe non garantire le necessarie risposte ad un mercato del lavoro nel pieno di un cambiamento epocale».

Fa riflettere anche la situazione impietosa e completamente diversa che coinvolge le neo mamma e i neo papà. Nel 2015 i recessi di contratti di lavoro dei neo genitori ha toccato quota 4.256, di cui 3.356 per le femmine e 900 per i maschi. Per la metà delle donne coinvolte la motivazione è l’incompatibilità tra lavoro e famiglia. In particolare non aver trovato posto al nido, non poter contare sul supporto dei parenti, elevata incidenza dei costi di asili e baby-sitter e non aver ottenuto part-time o un orario più flessibile. Per gli uomini invece la recessione del contratto è dovuto semplicemente ad un cambio di azienda.

L’ultima indicazione che trapela dal Rapporto è che in Veneto, tra le donne che lavorano a tempo ridotto, il 35% lo sceglie soprattutto per prendersi cura dei figli o di altri familiari per sopperire all’inadeguatezza del sistema di welfare, a causa di servizi carenti o eccessivamente costosi. È alla donna dunque che si richiede più spesso di accettare i compromessi necessari per adattare la sua attività lavorativa alle esigenze della famiglia.

 

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