Variati, il caso Quero è così peggio di Marzotto e Bortoli?

Il sindaco Pd di Vicenza è inflessibile sull’amministratore (e amico) pizzicato in Germania con droghe leggere. Ma su condannati e indagati è molto più comprensivo

Sulla cacciata con ignominia di Matteo Quero dall’azienda comunale Amcps dopo la notizia del fermo per droga, vorremmo porre qualche domanda al sindaco di Vicenza, Achille Variati (Pd), al vicesindaco Jacopo Bulgarini d’Elci, ma anche al centrodestra berico. Domande semplicissime. Quasi stupide, nella loro ovvietà.

Premessa. Nel 2008 Quero, allora assessore alle politiche giovanili, si era dovuto dimettere per aver rifiutato di sottoporsi all’alcoltest in una notte che gli costò molto, in termini politici e personali. Era stato perdonato e riammesso nell’ambito amministrativo con la nomina a capo della società di lavori pubblici della holding multiservizi del Comune. Oggi, quindi, il sindaco ne ha chiesto e ottenuto l’immediata revoca per la «fiducia tradita». Ergo, nè Variati nè nessun altro era stato messo al corrente da Quero della notte passata con la polizia tedesca due mesi fa venendo dall’Olanda, dove ha acquistato meno di due etti di marjiuana e hashish. Questo è il fatto eticamente grave, oltre all’imbarazzo politico di un amministratore pubblico a cui viene contestato di aver violato la legge. Quero non poteva più stare dov’era, su questo non ci piove.

Ma veniamo all’interrogativo. Se non era accettabile che Quero, prevedibilmente sottoposto a indagine in Germania, rimanesse al suo posto, per quale motivo Variati e tutto il cucuzzaro della politica vicentina (M5S a parte) non hanno sentito analoga urgenza etica e politica nel pretendere il benservito per chi, come per esempio Matteo Marzotto, è stato condannato, ripetiamo condannato, sia pur in primo grado, per un’evasione fiscale milionaria? Anzi, fu pure confermato in Fiera. Evadere è meno grave di comprare erba all’estero? E del caso Bortoli, il direttore generale del Comune sotto inchiesta per lottizzazione abusiva su Borgo Berga, vogliamo parlare? Lì l’opposizione di centrodestra si è fatta sentire, vivaddio. Ma sindaco, vice e giunta non si sono certo stracciati le vesti: che sarà mai, il primo dirigente del Comune indagato?

E’ il doppiopesismo tipico di certa classe dirigente. Che il vicesindaco, dal canto suo, ha cosparso di una bella dose di libro Cuore: l’amico che si conferma amico nella disgrazia ma intanto gli dà dello stupido (come in effetti è stato, sia chiaro: l’irrequieto Quero sta invecchiando senza essere diventato adulto, per dirla con Battiato). Secondo noi, invece, un amico con un incarico pubblico, proprio perchè gli è prima amico e poi uomo pubblico, gli dice che è un mona rigorosamente in privato, e pubblicamente si astiene da ogni commento, lasciando parlare coi fatti il capo dell’amministrazione. Invece vediamo sindaco e vice che impersonano il poliziotto cattivo e quello buono (buono?). Fossimo in Quero, dopo essersi mandato in mona da solo, manderemmo in mona anche certi amici.