Vicenza: asilo politico a nomadi, domanda in sospeso

È bloccata in commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale la domanda d’asilo politico avanzata da sei nomadi della famiglia Halilovic residenti a Vicenza e in possesso di regolare permesso di soggiorno. «Non è stata ancora accettata, tant’è che tutto è congelato, in attesa di approfondimento», spiega il prefetto ad interim Massimo Marchesiello, sul Giornale di Vicenza a pagina 8 intervistato da Nicola Negrin. «Posso dire – aggiunge – che la loro richiesta è lecita e legittima, considerato che non sono italiani. Non possiamo impedire a qualcuno che pensa di avere i requisiti di non avanzare domanda per lo status di rifugiato, anche se abita qui da diverso tempo».

Tuttavia accettare la domanda stabilirebbe un precedente determinando così un ingolfamento ancora maggiore delle commissioni territoriali per l’asilo politico che, oltre a dover vagliare le domande dei rifugiati africani, dovrebbero probabilmente gestire anche quelle di altre comunità. Intanto si spacca la giunta di Vicenza: se il vicesindaco Jacopo Bulgarini d’Elci parla di «sotterfugio cinico e furbo», per l’assessore al sociale Isabella Sala strumenti come il permesso sono necessari all’inclusione e «per avviare un progetto su lavoro e casa popolare. È un tema di accompagnamento nella legalità».

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