Disoccupazione, l’imprenditore: «giovani scansafatiche»

«Se sento ancora parlare di disoccupazione giovanile racconto gli ultimi colloqui che abbiamo fatto». È lo sfogo via Facebook dell’imprenditore veronese Cristiano Gaifa, proprietario e fondatore della catena di ristoranti giapponesi “Zushi”. Intervistato da Francesco Chiamulera sul Corriere del Veneto di oggi a pagina 5, l’imprenditore si lamenta in particolare dei ventenni italiani. «Non so come fanno. Anzi, forse un’idea ce l’ho. Temo che abbiano ancora molte sicurezze economiche alle spalle. Ovvero, i genitori». Le offerte di lavoro sono prevalentemente per «camerieri e servizio in sala. Ma anche direttori e vicedirettori di ristorante», tuttavia mediamente «su dieci che ci contattano almeno tre candidati non vengono neanche al colloquio iniziale. E non avvertono. L’altro giorno il nostro direttore di un ristorante veneto ha aspettato per un pomeriggio intero: su tre prenotati non è venuto neanche uno».

In questi anni, racconta Mister Zushi, ha ricevuto rifiuti di ogni tipo. «L’ultimo che ho incontrato, anche lui disoccupato, quando gli ho detto che avrebbe cominciato la settimana successiva mi ha risposto: “eh, ma avevo prenotato una vacanza”. Con un altro, un veronese, è andata anche peggio. Ci ha chiesto dov’è il ristorante: a Borgo Trento. “Troppo lontano, abito a Borgo Milano”, ci ha detto. Neanche un chilometro di distanza, capisce? Alcuni vengono a colloquio con la fidanzata, o il fidanzato, e dobbiamo spiegare che è un colloquio individuale». Il caso più emblematico, quello di una ragazza «sui trent’anni, alla prima esperienza lavorativa. La sera prima di cominciare ha chiamato in ristorante. “Mi spiace, non vengo più, papà mi ha regalato una casa e per i prossimi mesi dovrò arredarla”. […] Cosa diranno questi ragazzi ai loro figli, tra quindici anni, quando i soldi saranno finiti?».