Verona, azienda offre posto fisso ma nessuno accetta

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Rientra nella top 3 dei player mondiali nel suo settore la Trueblue, azienda informatica veronese specializzata nel ramo sanitario, in crescita rapida e costante dal 2005. Secondo quanto scriveva il 10 febbraio scorso Alessio Corazza sul sito del Corriere del Veneto, secondo il titolare, Marco Bonesini, il segreto del successo starebbe nell’innovazione: «gli utili restano in azienda e per il 50 per cento vengono investiti in ricerca».

Solo così si può competere con le grandi multinazionali, mantenendo la sede e gli uffici a Verona, in una palazzina in viale del Lavoro. «Avremmo potuto delocalizzare – dice Bonesini – in India spenderemmo molto meno. Ma abbiamo scelto di fare tutto qui, anche per orgoglio». Restare a Verona, dunque, con circa 120 dipendenti (età media: 33 anni) e con l’obiettivo di assumerne almeno un’altra trentina entro fine 2017.

Il che, nonostante Trueblue offra solo contratti a tempo indeterminato, rappresenterebbe una sfida non banale per Bonesini: «non cerco geni ma persone da formare. Una persona qui ci mette dai tre ai sei mesi prima di diventare produttiva, ma per me è un investimento – spiega il manager – le difficoltà a trovare i profili giusti sono molte». Alcuni candidati, infatti, avrebbero rifiutato l’offerta ritenendo insoddisfacente la retribuzione iniziale oppure perchè hanno preferito altri brand.

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