«Cacciatori e ambientalisti possono andare d’accordo»

«Il continuo conflitto tra mondo ambientalista e mondo venatorio da un lato porta danni enormi all’ambiente, dall’altro chiude la caccia in un angolo sempre più estremo». Così sul Giornale di Vicenza a pagina 14, Maurizio Zipponi, presidente del comitato scientifico di Fondazione Una (Uomo Natura Ambiente) presente in questi giorni in Fiera di Vicenza a Hit Show, il salone internazionale dedicato della caccia. La onlus nata nel 2015, è in Fiera con la sua proposta di cambiamento culturale: «i nostri obiettivi sono tre – spiega Zipponi -: far sì che l’attività venatoria, in quanto arte, si basi sul rispetto e sulla conservazione della biodiversità, controllare che la passione del cacciatore sia compatibile con quello che la comunità scientifica decide in base ai nuovi equilibri ambientali, assicurarci che sia condannato il bracconaggio».

«Il cacciatore – continua il presidente Una – dev’essere un paladino del territorio inserito in una catena e non al centro del mondo; un garante della biodiversità che segua regole precise dettate dalla comunità scientifica (…) la collaborazione tra mondo venatorio, ambientalista, istituzioni e comunità scientifica porta a grandi risultati». Il progetto di Una quest’anno è “Selvatici e buoni. Una filiera alimentare da valorizzare”, che intende «introdurre i criteri di tracciabilità, sicurezza alimentare, trasparenza e legalità all’interno della filiera della selvaggina».

(ph: bsnews.it)

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