Jesolo, proteste contro tetto ai profughi

Il comitato per la difesa dei diritti civili insorge contro l’ordine del giorno approvato del sindaco di Jesolo, poi approvato a maggioranza, che impone un tetto di 63 unità per l’accoglienza dei migranti e il trasferimento dei profughi ritenuti in eccesso alla croce rossa. «Praticamente, si chiede, in modo tanto anacronistico quanto surreale, di chiedere il rispetto degli accordi previsti dal patto tra Anci, l’associazione dei comuni italiani, e il governo che indicano un rapporto preciso tra popolazione e profughi accolti – spiega Salvatore Esposito in un articolo di Giovanni Cagnassi a pagina 14 de La Nuova Venezia – Ipocritamente nessun invito è stato rivolto ai sindaci di quei comuni che non rispettano tale accordo rifiutandosi di ospitare anche un solo profugo all’interno dei confini cittadini rendendo in tal modo inefficace lo stesso accordo».

Tale ordine del giorno «di stampo reazionario», continua l’esponente del comitato, «viene approvato nella città in cui i profughi sono accolti in modo ottimale e rispettoso dei diritti fondamentali delle persone; nella città in cui mai sono nati problemi e in cui, anzi, alcuni di loro sono stati reclutati e sfruttati per lavori in nero», i consiglieri sono «deboli con i forti e forti con i deboli. Per quali motivi nessuno di questi “integerrimi’’ tutori dell’ordine pubblico e richiedenti il rispetto degli accordi Anci-Governo non ha osato dire una sola parola contro coloro che hanno sfruttato sul suolo Jesolano il lavoro di altri essere umani ?». Il comitato ha annunciato che sul tema organizzerà una serie di manifestazioni di protesta sulle spiagge insieme alle altre organizzazioni che si occupano del tema dell’accoglienza.

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