Caso Quero, Celebron contro Bulgarini: battibecco sui social

Matteo Celebron, segretario vicentino della Lega Nord, interviene ancora con un post su Facebook sul caso Quero, tirando in ballo il vicesindaco di Vicenza, Jacopo Bulgarini D’Elci: «il tisico e gracile vicesindaco non ci ha risparmiato neanche oggi la predica. Parla di “bon ton” delle minoranze, continuando a sostenere che, quanto capitato a Quero, rientra all’interno della categoria “disgrazie”, dimenticando che il suo caro amico, di cui probabilmente non conosceva le passioni extra-lavorative, ha ben deciso, in preda ad una necessità fisiologica, di prendere la macchina, andare a Campo Marzo ed acquistare 10g di fumo. Ah, no! Scusate… Quero si è recato in Olanda, non in aereo, sapendo che alla dogana lo avrebbero sicuramente controllato, ci è andato in macchina. Dopodiché, pensando di essere furbo e di farla franca, si è messo alla guida con più di un etto e mezzo di droga direzione Italia. Peccato (per lui) che, lungo la strada, non trova Giuseppe e Maria con l’asinello, viene intercettato da una pattuglia tedesca che lo ferma ed effettua il controllo. Il Matteo, caro amico del nostro vicesindaco, viene così posto in stato di fermo e portato in caserma. Appena Quero mette piede in Italia, pensa bene (per lui) di non raccontare la “disgrazia”, decidendo così di optare per il SILENZIO, tendendo nascosta la notizia per quasi due mesi. Il gracile ha però ragione quando dice che in città ci sono questioni più importati di cui parlare. Lo aiuto io: una su tutte è il caso del Direttore Generale del Comune Antonio Bortoli che, interrogato dal procuratore sul caso Borgo Berga, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Ecco un altro SILENZIO, grave tanto quello di Quero, o forse un po’ di più. Mi si risparmi la litania sul fatto che un indagato non è per forza colpevole (ci mancherebbe!). Mi si risparmi anche che tutto questo fa parte delle strategia difensiva. Bortoli viene pagato più di 150 mila euro l’anno ed è un alto dirigente di nomina fiduciaria del Sindaco, con lui cosa facciamo? R.S.V.P.».

Bulgarini ha scelto di rispondere alle accuse lanciategli da Celebron nei commenti al post: «Data la mia gracilità (non sapevo di avere anche la tisi ma grazie della diagnosi, mi farò un controllo assieme al test antidroga di cui delirate da giorni), ti rispondo sommessamente: come sai bene, nessuno ha difeso Quero. È stato licenziato prima ancora che poteste chiederne le dimissioni. Come era giusto che avvenisse. E come io stesso, che pure gli sono amico e non lo nascondo nel momento della caduta, ho detto e scritto pubblicamente. Questa era la sostanza. Per il resto, stiamo discutendo da tre giorni di fesserie. Quanto a Borgo Berga, stai forse parlando di quel piano urbanistico che approvò l’amministrazione di cui faceva parte il tuo partito e che ci siamo trovati come sgradita eredità? Perché è abbastanza curioso che cerchiate di attribuirlo a noi».

Ribatte Celebron: «Sgradita eredità? 1) Chiedilo al tuo collega di ufficio Maurizio Franzina che magari saprà darti maggiori info – nomina fiduciaria 2) nel 2009 c’è stata una variante votata dall’allora maggioranza PD-Variati 3) Bortoli è lì perché lo vuole il Sindaco». Bulgarini controbatte: «Vuoi negare che abbiate approvato voi, con la maggioranza di cui faceva parte il tuo partito e sindaco Hullweck, il PIRUEA di Borgo Berga? Noi abbiamo appunto fatto una variante, provando a migliorare un po’ la roba che avevate cucinato voi. O lo neghi? Sarebbe clamoroso, forse ce lo siamo sognati». Il segretario di Lega Nord risponde: «Guarda Jacopo, io nel 2008 ero al Rossi (non ho fatto il liceo come te). In quella Giunta c’era Maurizio Franzina che, visto cosa ha fatto lì, lo avete premiato con un incarico ben retribuito (robe da Prima Repubblica). Ti ribadisco: chiedi a lui, e se ti avanza tempo facci sapere cosa avete intenzione di fare con Bortoli». La querelle si conclude con un secco «va bene» del vicesindaco che sottolinea come «non sia mai bello attaccare un avversario dal punto di vista fisico. Inoltre, da quando ho smesso di fumare sono meno tisico ma anche meno gracile». E ha ribadito l’ultimo concetto con un post sul suo profilo personale.

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