«Cinghiali sui Colli Euganei? Bisogna eliminarli tutti»

«Sui cinghiali ci stiamo solo prendendo in giro da anni. Stanno distruggendo i Colli Euganei e favorendo attività pericolosissime come il bracconaggio». Così in un articolo di Nicola Cesaro sul Mattino a pagina 30, Attilio Geremia dirigente dei Servizi forestali regionali dal 1986 al 2008 e presidente di Apapad, l’associazione di apicoltori di Padova. «L’eradicazione è l’unica strada – sostiene l’imprenditore agricolto -. In un’area fortemente antropizzata come questa, il cinghiale vive esclusivamente a scapito dell’uomo. Non può esserci equilibrio tra uomo e cinghiale, perlomeno nei Colli Euganei. Certi animalisti dovrebbero smetterla di portare avanti tesi così dannose come la tutela del cinghiale in questo territorio».

Il braconaggio del cinghiale «è diffuso molto più di quanto si creda ed è ben più pericoloso della caccia. La notte si sentono gli spari, continuamente. C’è chi arriva anche con balestre», continua l’olivicoltore. Geremia cita anche il rischio di diffusione di malattie infettive («sono di fatto suini») e i rischi per la biodiversità e la catena alimentare: «da anni non vedo più insetti come il cervo volante. Le larve sono completamente sparite, divorate dai cinghiali. E stiamo parlando di specie in via d’estinzione, che impiegano nove anni per diventare insetti adulti. Vi immaginate che danno sia?».

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