Corsera contro Brugnaro: «il turismo uccide Venezia»

Venezia come simbolo massimo del collasso che sta interessando il nostro patrimonio urbano, paesaggistico e artistico provocato principalmente dal turismo, il nuovo veleno che sta uccidendo l’Italia. Inizia così l’articolo sul Corriere della Sera di oggi a firma di Ernesto Galli Della Loggia (clicca qui per leggerlo integralmente) che prende come esempio il capoluogo veneto per analizzare la situazione di pericolo che stanno vivendo molte città italiane. Perchè se è vero che «il turismo ci porta ogni anno fiumi di denaro», è anche vero che «in cambio produce un danno enorme alla bellezza italiana. Basti pensare che ogni anno si abbatte su Venezia la quantità inaudita di circa 30 milioni di turisti, qualcosa come più o meno la metà della popolazione italiana».

«Venezia è ormai irrimediabilmente una città fantasma, mi chiedo se ci sia ancora un tessuto di vita che in qualche modo possa dirsi veneziano. Una città fantasma cui presiede però un sindaco vero che si chiama Luigi Brugnaro che dice che contro le suddette navi protestano “solo gli estremisti”; e quanto al turismo ha poche idee ma fulminanti: “Quando hai fame prima pensi a riempire il frigorifero, poi a mangiare meglio. Se elimini il turismo si svuota il frigo e non mangiamo più”. Il punto è proprio che i proprietari del frigo non pensano che esso sia mai riempito abbastanza».

«L’Italia non ha alcuna specifica autorità politica nazionale responsabile per il turismo, un fatto che ha dell’incredibile. Solamente un’agenzia volta alla promozione dell’offerta turistica e peraltro da tempo immemorabile agonizzante per totale mancanza di fondi e dunque ridotta all’impotenza». Ed è qui che si viene a creare «un vasto intreccio di interessi virtualmente inespugnabile e che mira ad essere il padrone della politica locale e delle sue decisioni. Tutto frantumato in mano alle Regioni. Vale a dire in mano alla ben nota lungimiranza, disinteresse, e capacità di governo mediamente propri delle loro classi politiche. E di cui resta testimonianza memorabile, proprio a Venezia, il Mose con la sua ramificata Banda Bassotti composta quasi tutta di veneti purosangue (vero presidente Zaia? Ma un tempo non era Roma ad essere ladrona?)».

«Ma è giusto tutto questo?» si chiede Della Loggia in chiusura di articolo. «Ma soprattutto, è giusto che il sindaco di Venezia tutto solo possa decidere ad esempio di progettare un nuovo terminal marittimo o un nuovo canale che consenta di accrescere l’afflusso in laguna delle grandi navi? Che sempre lui da solo possa consentire feste ed eventi devastanti tipo Carnevale, rinviare sine die il piano per il traffico acqueo, rilasciare licenze di ogni tipo, salvo poi, quando per qualche ragione monta la protesta, allora dare il via a tutto uno scaricabarile, a tutto un nascondersi dietro i “bisogna studiare”, “bisogna capire”, “mi dispiace ma la competenza non è nostra”?».

Tags: ,