Peugeot-Psa valuta fusione con Opel

Peugeot-Psa studia un possibile matrimonio con Opel, filiale europea del gruppo General Motors. Come riporta l’Ansa, Psa ha confermato oggi di «esaminare con Gm numerose iniziative strategiche per migliorare la sua redditività e la sua efficacia operativa, incluso un’acquisizione potenziale di Opel», anche se «in questo momento non esiste alcuna certezza sulla conclusione» di un accordo in tal senso. Dal 2012, i gruppi francese e americano hanno stretto un’alleanza che prevede, ad oggi, tre progetti in comune: la nuova Opel Zafira prodotta in Francia da Psa, il successore della Citroen C3 Picasso che uscirà invece dagli stabilimenti spagnoli di Opel, nonché una piccola utilitaria. Il gruppo Usa aveva ceduto, a fine 2013, il 7% di Psa acquisito in un primo tempo. Ora però i francesi non escludono una potenziale fusione con Opel-Vauxhall. Anche se i principali azionisti – la famiglia Peugeot e il gruppo cinese Dongfeng Motor – si chiudono dietro a un secco no comment.

Riserbo anche da parte dello Stato francese, terzo grande azionista della Maison Psa. Il board del gruppo si terrà nei prossimi giorni, anche per la presentazione dei risultati annuali. Secondo Les Echos, le ipotetiche nozze presentano vantaggi e inconvenienti. Da una parte, permetterebbero al costruttore francese di aumentare i suoi volumi – «una vera e propria necessità» – ma gonfierebbe ulteriormente il suo radicamento europeo quando il numero uno, Carlos Tavares, vorrebbe invece internazionalizzarlo di più. Sempre secondo il giornale c’è poi il problema degli stabilimenti, visto che Opel e Psa dispongono di numerosi siti industriali in Europa. Senza parlare dei modelli, non necessariamente complementari. Lo scorso anno, General Motors ha venduto 1,1 milioni di veicoli per un fatturato di 16 miliardi di euro e una perdita di 257 milioni. Ma dal 2000 ha registrato perdite superiori ai 15 miliardi nel Vecchio Continente.

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