Aggredì arbitro donna, rugbista radiato a vita

L’11 dicembre scorso, durante un’azione di gioco aggredì un arbitro donna con un placcaggio alle spalle, quella Maria Beatrice Benvenuti che ha rappresentato l’Italia del rugby alle Olimpiadi di Rio. Oggi Bruno Andres Doglioli è stato radiato e non giocherà mai più. La commissione disciplinare aveva inflitto tre anni di sospensione all’italo-argentino dei Rangers Rugby Vicenza, ma la Procura federale ha presentato ricorso, accolto dalla corte d’appello della Federazione Italiana Rugby (Fir), che ha inflitto al giocatore «la sanzione della radiazione», com’è riportato in una nota della stessa Fir.

Il Rugby Vicenza non si opporrà né presenterà reclamo dopo la radiazione del suo giocatore Bruno Andres Doglioli. Ad assicurarlo all’Ansa sono stati nella serata di oggi i dirigenti del club veneto. «Accettiamo la decisione della corte d’appello della Fir – precisa Davide Benedetti, componente del consiglio direttivo del Rugby Vicenza e responsabile della comunicazione – non faremo nessun ricorso. Fin da subito avevamo precisato che questa sarebbe stata la nostra decisione, anche perchè abbiamo piena fiducia e rispetto degli organi federali. Ci auguriamo – aggiunge il dirigente – che questo episodio, comprensivo anche della radiazione, possa servire per il mondo della pallaovale perchè non si possano più ripetere episodi del genere in un campo da rugby, sport da sempre sinonimo di sportività, lealtà, correttezza e rispetto verso gli avversari e verso gli arbitri».

Da alcuni mesi l’italo-argentino Bruno Andres Doglioli, che ha 35 anni, non vive più nel Vicentino ma in un’altra provincia del Veneto. «Lui non era professionista del rugby – spiega Benedetti, che fa anche parte della prima squadra del Rugby Vicenza e che quindi era compagno di squadra dell’atleta radiato – e sta proseguendo con il suo lavoro che già svolgeva prima. Anche lui sa di aver sbagliato e siamo tutti convinti che la punizione della radiazione alla fine sia giusta». Il Rugby Vicenza non intende tuttavia «chiudere le porte» ad Andres Doglioli. «Al momento Bruno non fa parte della nostra società – conclude il dirigente vicentino – ma in futuro non è detto che questo non possa avvenire, anche se non saprei in che ruolo. Lui ha pagato per quanto fatto, ma nella vita si deve avere anche una seconda possibilità e spesso il mondo del rugby ha il compito di rimettere sulla strada giusta chi ha commesso errori e poi si è pentito».

(Ph. Rangers Rugby Vicenza)

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