Mose, Chiarotto (Mantovani): «cantieri senza gara»

Le imprese del Mose diffidano i commissari del Consorzio Venezia Nuova e chiedono che i lavori tornino ad essere affidati a loro in  in proporzione alle quote azionarie e cioè senza gare d’appalto e affidamenti esterni. Come scrive Alberto Vitucci sul Mattino a pagina 14, la richiesta arriva da Covela Mantovani, Astaldi e Itinera con i consorzi Italvenezia e San Marco. La lettera è stat inviata ai tre commissari il 26 gennaio ed è firmata dal presidente del Covela e titolare della Mantovani Romeo Chiarotto. In ballo ci sono 192 milioni di euro che secondo le imprese dovrebbero essere affidati direttamente a loro.

Citando lo statuto del Consorzio del 1984 e una delibera della Comunità Europea del 2002, Chiarotto spiega che i commissari affidando i lavori a imprese terze in gara d’appalto, hanno intrapreso un atto «contra legem»: «l’Unione europea ha definitivamente escluso che si potesse ricorrere a imprese terze, se non per il subappalto di opere altamente specialistiche per le quali non esistessero i requisiti tra le imprese consorziate». Dunque, conclude il patron di Mantovani, si tratta di una «situazione inaccettabile, illegittima, illecita e gravemente lesiva delle imprese». Per queste ultime il monopolio è infatti garanzia di responsabilità dell’opera.

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