«Dal Molin, 10 anni di silenzio e l’ombra della ‘ndrangheta»

Pubblichiamo una nota del coordinamento Cristiani per la pace.

L’arresto di Francesco Frontera nell’ambito dell’inchiesta della DIA di Padova sulle infiltrazioni mafiose in Veneto conferma il radicamento della ‘ndrangheta nell’area Vicenza-Verona. «Francesco Frontera – in base alle ricostruzioni della DIA – sarebbe formalmente affiliato alla cosca Nicolino Grande Aracri e legato ai fratelli Grisi». Due fratelli Grisi vennero assassinati uccisi e un terzo paralizzato dopo conflitto a fuoco a Crotone: «erano conosciuti alle forze dell’ordine per inchieste per vari reati legati alla droga, estorsioni e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Ciascuno dei tre era titolare di un’impresa edile tra Vicenza e Verona».

Giuseppe Grisi aveva 39 anni ed era titolare della Grika Costruzioni srl, impresa edile di San Bonifacio che occupava più di cinquanta dipendenti. Con la sua azienda aveva ottenuto importanti appalti, come la costruzione di un tratto del Passante di Mestre, ma anche lavori al Dal Molin. «Per la Grika SRL i lavori al Dal Molin costituirono un cantiere fra i più importanti della loro storia societaria. Nel giugno 2015 la Grika SRL che aveva ottenuto il plauso per la puntualità con la quale aveva portato a termine le opere al Dal Molin è stata condannata in primo grado per oltre 3.000 violazioni relative a lavoratori non in regola».

Nel luglio del 2015 il ministro Alfano rispondendo ad una interrogazione degli onorevoli del PD Darienzo e Naccarato ha confermato che anche «la Grika costruzioni era già oggetto di accertamento di informazioni antimafia, che le supposte infiltrazioni mafiose potevano considerarsi cosa certa e che “le condizioni economiche del territorio vicentino e veronese possono attrarre l’interesse delle organizzazioni criminali per operazioni di riciclaggio». Sempre in questi giorni, Roberto Cattaneo, dipendente della caserma Ederle – dopo 10 anni di silenzio – ha reso pubblico alla stampa locale parte dei contenuti «dell’accordo bilaterale tra gli USA e l’Italia relativo alle compensazioni per la creazione della base Dal Molin riferito anche all’assunzione di personale italiano». Secondo un quotidiano locale, di tale patto sembrerebbe essere a conoscenza anche il segretario provinciale della CISL.

Come noto la base USA Dal Molin costruita anche dalla ‘ndrangheta e le sue sbandierate “compensazioni” (tangenziale e parco della Pace) saranno oggetto dal 28 al 30 marzo del giudizio di UNESCO-ICOMOS. Riteniamo che l’accordo bilaterale USA-Italia attualmente noto solo a Roberto Cattaneo e a pochi altri intimi debba essere reso pubblico ai Vicentini e all’UNESCO prima dell’advisory mission. La consueta e legittima richiesta di accesso agli atti è già stata regolarmente protocollata.

Cristiani per la pace

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