Sentiero del Brenta, Italia Nostra: «recuperarlo senza asfaltare»

Italia Nostra entra nella contesa tra l’associazione “Salviamo il Sentiero del Brenta” e il sindaco di Pove, Orio Mocellin, ed il presidente della Comunità Montana, Luca Ferrazzoli. Come scrive Silvano Bordignon sul Corriere del Veneto nell’edizione di Vicenza a pagina 21, la sezione Bassanese di Italia Nostra ha presentato un progetto di mediazione per il futuro della vecchia strada postale che corre lungo la riva del fiume Brenta. Per la salvaguardia del sentiero storico largo 1 metro e 90, sono state raccolte le firme di 9 mila persone contrarie al progetto di Mocellin e Ferrazzoli di usufruire di 1,6 milioni di euro di fondi Ue per trasformare il tracciato in una ciclopista asfaltata larga tre metri più uno sterrato di 1 e 50 e massi ciclopici a rinforzo degli argini.

Per mediare tra le due fazioni, interviene ora Italia Nostra: «la nostra proposta – riferisce il segretario bassanese Carmine Abate – è lasciare il percorso come “sentiero ciclopedonale” portandolo dagli attuali 1,9 metri al massimo a 2 e 50, sistemare i muri a secco esistenti sul lato monte e la riva sul lato basso-fiume, anche piantando vegetazione che terrebbe stabile l’argine (…). I fondi europei si possono utilizzare – conclude  – per cartelli che evidenzino il doppio uso, eseguire progetti di riqualificazione ambientale e paesaggistica, messa in sicurezza delle emergenze ambientali e storiche, scavi archeologici».

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