«Figli si drogano? Ai genitori manca il tempo per educare»

Un questionario elaborato dal Punto di Ascolto Disagio Scolastico, sottoposto l’anno scorso a quasi mille studenti delle superiori, ha rilevato che a Verona uno studente su tre fa uso di droghe. Lo riporta Laura Perina su L’Arena di oggi a pagina 14. Dopo i controlli delle scorse settimane, la Prefettura ha annunciato maggiori controlli negli istituti e un giro di vite sui bus in partenza per le gite. «Sono d’accordo a ostacolare il consumo di sostanze – afferma lo psicoterapeuta Amedeo Bezzetto, responsabile Area Riabilitativa Adolescenti dell’ospedale Villa Santa Giuliana -. Meglio ancora se affiancato ad altre tipologie di intervento: prevenzione, cultura e promozione di stili di vita corretti. L’ideale sarebbe una sinergia tra scuole, Assessorato allo Sport e Servizi sociali, per fare attività sul territorio».

Tra gli addetti ai lavori preoccupa la crescita del consumo occasionale delle cosiddette droghe leggere, già a partire dai 12-13 anni. «Non fumano più per sperimentare, ma per fattori legati ai contesti relazionali. In particolare a quelli dei piccoli gruppi», dove oggi si cercano le relazioni educative. «La famiglia si sta riducendo a sempre meno soggetti e tutti molto impegnati – spiega l’esperto -. Quella educativa è una relazione storica, richiede tempo per stare insieme, e per chi in famiglia ci sta poco i coetanei diventano i nuovi educatori. Adolescenti e preadolescenti faticano molto a costruirsi un’identità perché le esperienze di cui hanno bisogno per crescere sono sempre più passive. La partita di calcio pomeridiana al campetto, per dirne una, è stata sostituita da videogiochi e social network».