Verona, dilemma Pd: primarie sì o primarie no?

Dopo l’uscita di scena del candidato di area civica Damiano Tommasi, il Pd veronese si divide sulla necessità o meno di convocare le primarie per individuare un candidato sindaco alle prossime comunali. Come scrive Enrico Santi su l’Arena a pagina 7, i deputati dem si sono spaccati in due fronti capitanati per i contrari da Alessia Rotta (in foto) e per i favorevoli da Vincenzo d’Arienzo. «Le primarie sono un ottimo strumento di democrazia, ma – sottolinea Rotta – possono trasformarsi in lotta fratricida provocando gravi fratture. In questo momento l’unità (del partito, ndr) è il primo valore da salvaguardare».

«Qui a Verona non sento venti di scissione – replica d’Arienzo – abbiamo fissato la data delle primarie, il 19 marzo, entro il 28 febbraio si chiudono le candidature, sarebbe incomprensibile se ci fermassimo per ragioni nazionali. Al contrario, proprio per i fatti nazionali sento tanta voglia di unità, quindi, avanti così, come ci chiedono gli elettori». Intanto in pole ci sono altri due possibili candidati “civici”: il direttore della scuola di polizia Giampaolo Trevisi e il dirigente dell’Ufficio scolastico Stefano Quaglia.

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