Berlato vs sindaci: «restringete confini Parco o vi taglio i soldi»

«I sindaci non vogliono la revisione dei confini del Parco? Bene, allora vuol dire che negano il fatto che quello dei cinghiali sia un grave problema da risolvere. E allora faccio una promessa: che dal mio posto in maggioranza farò di tutto per non destinare più alcuna risorsa ai Comuni del Parco per risolvere un problema ritenuto inesistente». Così sul sito del Mattino in un articolo di Nicola Cesaro, il consigliere regionale Sergio Berlato (FdI) difende il suo progetto per ridisegnare i confini del Parco Colli Euganei rendendo così legale la caccia al cinghiale in numerose aree oggi protette. L’attacco di Berlato arriva in seguito alle resistenze di 9 Comuni dell’area restii a modificare i confini del Parco. Le loro osservazioni andranno depositate in Regione entro fine marzo.

«Siamo curiosi di capire come reagiranno i cittadini residenti nei comuni del Parco quando verrà loro comunicato che, per effetto delle decisioni assunte dai loro sindaci, i danni provocati dai cinghiali dovranno d’ora in poi essere pagati dai Comuni interessati e non più dalla Regione», incalza il consigliere. Ma il tono minaccioso di Berlato provoca le repliche sdegnate di molti amministratori. Sono «ricattucci, impari l’educazione», ribatte Riccardo Mortandello, sindaco di Montegrotto Terme, «Berlato è uno e conta per uno», gli fa eco il collega di Cinto Euganeo, Lucio Trevisan. Di ricatto parla anche Luca Callegaro di Arquà Petrarca e Francesco Corso, presidente della Commissione comunale di Monselice che sta lavorando alla ridefinizione dei confini del Parco, conclude: «la presidenza di Federparchi ci ha confermato che il contenimento della fauna selvatica funziona meglio dove il territorio è protetto e vincolato. Berlato impari il rispetto dai suoi colleghi».