Casinò Venezia, Brugnaro: «più produttività o lo chiudo»

Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha presentato un Piano straordinario da approvare entro il 30 giugno per evitare la liquidazione del casinò di Venezia. Come scrive Alberto Vitucci su La Nuova Venezia a pagina 14, l’obbiettivo è quello di aumentare la produttività tramite la revisione degli accordi sindacali su orari e flessibilità. Se il piano non dovesse passare, ha spiegato Brugnaro, l’alternativa sarà quella di chiudere la sede veneziana di Ca’ Vendramin Calergi. «La legge non ci consente di fare altri salvataggi e ricapitalizzazioni – ha spiegato l’assessore al Bilancio e alle Partecipate Michele Zuin- . Chiediamo sacrifici, ma non li chiediamo solo ai lavoratori del Casinò. Vogliamo tenere aperta Ca’ Vendramin e non intendiamo percorrere la strada degli esuberi».

«Al momento – prosegue Zuin – le previsioni di chiusura dell’esercizio 2016 parlano di due milioni e il Comune non è più disposto a ricapitalizzare. L’azienda si deve reggere da sola». Nel mirino del Comune, azionista proprietario del Casinò, i premi al personale («ci sono accordi che risalgono al 1999 e che sono ormai anacronistici) e i turni con la revisione delle pause, l’eliminazione delle “giornate di indisponibilità” e della “norma transitoria” che riguarda 157 dipendenti. Per il rilancio della sede, l’amministratore pensa ad una singola sala giochi unificata al terzo piano per lasciare spazio agli eventi aperti alla cittadinanza, e all’introduzione di personale cinese per assistere i clienti dall’estremo oriente in costante crescita.

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