«Gabbani: genio, sopravvalutato o paraculo?»

Il giornalista Andrea Scanzi – in un articolo sul Fatto Quotidiano di oggi intitolato “Gabbani un genio? In tempo di ciechi beato l’occhio solo” – commenta l’exploit musicale di Francesco Gabbani, che ha vinto l’ultimo Festival di Sanremo con il brano “Occidentalis karma”. «Subito è scattato il dibattito – scrive Scanzi -: Gabbani è un genio, un paraculo di talento o un sopravvalutato? Detto che potrebbero essere pertinenti tutte e tre le definizioni, chi lo ritiene indiscutibilmente “genio” ha ascoltato al massimo il live delle Vibrazioni e la jam session tra Giusy Ferreri e Bianca Atzei». Resta il fatto che la canzone sta avendo un successo clamoroso, raggiungendo il record italiano di visualizzazioni in un solo giorno sulla piattaforma Vevo.

«Basta per dire che Gabbani è un genio? No, ma del resto lui non ha mai ambito a esserlo. Nella vita, come diceva John Holmes, basterebbe avere misura. Gabbani ha un talento per i tormentoni (lo era anche Amen) e pure per la paraculaggine. Anche nelle interviste ha sempre la faccia di chi, a scuola, prima ti chiedeva di passargli il compito e poi ti faceva “suca” con entrambe le braccia se a essere in difficoltà eri tu». In definitiva, il vincitore del Festival è «bravino», ma non siamo davanti al «nuovo Battiato». Per la penna del Fatto «la verità, come spesso capita, sta probabilmente nel mezzo. Come recita un antico adagio, “in tempo di ciechi beato chi aveva un occhio”. Nei Sessanta e Settanta, di un Gabbani, forse neanche ce ne saremmo accorti. Adesso sì».

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