Parco al cimitero ebraico, valanga di proteste contro Variati

Una raffica di lettere ha bersagliato il sindaco di Vicenza, Achille Variati, in seguito alla proposta del Comune di convertire in un parco il cimitero acattolico di via Fratelli Bandiera. Come scrive Gianmaria Pitton sul Giornale di Vicenza di oggi a pagina 21, il cimitero è stato costruito nel 1833 e ospita decine di tombe israelitiche e di non cattolici (soprattutto militari austroungarici protestanti). Dal 1956 però non vi è stato sepolto più nessuno perchè non a norma con le regole igienico-sanitarie. «Il cimitero è un’importante pagina di storia di Vicenza, una testimonianza culturale della presenza di famiglie ebree in città fin dal 1200 – scrive Giovanna Dalla Pozza Peruffo, presidente provinciale di Italia Nostra – Vicenza quelle tombe e quel cimitero li deve conservare e tutelare con civico orgoglio e profondo rispetto sacrale», si faccia un Giardino della memoria.

Critico anche Paola Farina, membro importante della comunità israelitica di Vicenza: «Se esiste in città una struttura così grande, significa che la comunità vicentina era importante, infatti, le tombe più antiche sono ebraiche». La sua lettera è stata inoltre sottoscritta da vari esponenti internazionali del mondo intellettuale e imprenditoriale. Ma una valanga di proteste è arrivata anche da molte persone comuni residenti in Italia e all’estero e senza origine ebraica: alcuni parlano di «atto sacrilego vero e proprio» altri di «idea priva di sensibilità» e di «furto delle radici ebraiche di Vicenza». fino ad una lettera di fuoco: «Variati ha lo stesso diritto che ha l’Isis di distruggere Palmira».

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