Veneto, le mani della mafia sul turismo

I ricercatori dell’’Università di Padova hanno condotto uno studio sui bilanci di 643 aziende del Nord e Centro Italia (109 in Triveneto di cui 100 nel solo Veneto) controllate da esponenti della criminalità organizzata. Le imprese in esame sono state scelte dopo una mappatura delle 120 operazioni antimafia condotte nel periodo tra il 2005 e il 2014. Come scrive Sabrina Tomè sul Mattino a pagina 11, dall’analisi emerge come in Veneto il 17% delle aziende infiltrate opera nell’ immobiliare, il 14% nelle costruzioni, il 13% nello smaltimento rifiuti e il 12% nei servizi professionali. La diffusione mafiosa in Veneto è subentrata in seguito al declino della Mafia del Brenta e si nutre del fitto tessuto economico nella nostra regione.

«Nel Nord Italia la Lombardia è la regione che ha vissuto di più questo fenomeno, ma dietro ad essa Veneto e Piemonte sono quelle con maggior livello di infiltrazione – spiega il professor Antonio Parbonetti, prorettore e responsabile del Dipartimento di Scienze Economiche e aziendali e capo del team di ricerca. – Poichè in Veneto, con Venezia, Verona e le Dolomiti, c’è un forte comparto turistico, esso diventa a rischio; le aziende criminali infatti tenderanno a mimetizzarsi in esso». Secondo lo studio, le imprese criminali hanno un fatturato medio di circa 7,5 milioni di euro e un totale attivo (tra macchinari e immobili) di 11,3 milioni. Tuttavia «a distanza di tre anni dall’intervento antimafia, le imprese sane, vedono crescere sia i ricavi che la redditività in misura rilevante, tra il 10 e il 17%», afferma Michele Fabrizi, uno dei ricercatori del team.