«Spano non doveva dimettersi. Ma la soffiata viene dal mondo gay»

Il giornalista Lepore (Prideonline): «Le Iene hanno fatto disinformazione»

Lo scandalo suscitato dall’inchiesta della trasmissione “Le Iene”, che ha portato alle dimissioni di Francesco Spano dalla direzione dell’Unar (l’Ufficio antidiscriminazioni della Presidenza del Consiglio del Ministri), non accenna a quietarsi. Dopo le reazioni del segretario nazionale dell’Arcigay, Gabriele Piazzoni («macchina del fango ignobile, subito cavalcata dagli omofobi di professione, dentro e fuori il Parlamento») e l’intervento di Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia («è una guerra interna alla lobby gay»), Francesco Lepore, giornalista, blogger dell’Huffingtonpost e caporedattore del sito Pride Online (che «nasce dall’esperienza del mensile Pride e dall’associazione Anddos»), difende Spano e l’associazione Anddos.

Spano ha dichiarato che le sue dimissioni sono «un atto non dovuto, solo opportuno». Quindi il problema c’è. Ha fatto bene a dimettersi?
Io conosco il dottor Spano e conosco la sua rettitudine ed onestà quindi per me non doveva dimettersi. Inoltre quanto fatto vedere nel servizio delle Iene non presupponeva certo le sue dimissioni. E non deve meravigliare il fatto che lui abbia insistito più volte sul negare di essere un tesserato. Tutti sanno che essere tesserati ad un’associazione LGBT vuol dire che questa persona è un attivista e un sostenitore di questo mondo. Il coming out dev’essere un’azione che una persona vuole fare e non che è costretto a fare. Non è un atto dovuto. Quindi il suo negare è un peccato veniale ed è una faccenda che appartiene alla sua sfera privata e che fortunatamente non comporta nessun contrasto con lavoro che svolgeva.

Il servizio delle Iene ha rivelato il caso di un centro dell’Anddos in cui si fa del sesso, secondo le testimonianze raccolte anche a pagamento. Dove sta la “macchina del fango”?
Da giornalista trovo quel servizio completamente erroneo, imbastito male e in assoluta malafede. Si sono buttati nel calderone vari elementi, anche sbagliati, e slegati tra di loro. Per esempio, i finanziamenti erano europei e non statali. Era soldi che giacevano inutilizzati da tempo e si rischiava di perderli, così si è fatto un bando per investirli in qualcosa di utile come il progetto dei centri d’ascolto e supporto antiviolenza omofobica per persone in difficoltà. Inoltre era un servizio pieno di stereotipi banali come i continui commenti al cappottino arancione di Spano. Come se questo presupponesse il suo orientamento sessuale o come se, al contrario, tutti gli omosessuali devono per forza essere eccentrici.

Ma i fondi a rimborso spese (a quanto risulta, 55 mila euro per Anddos) dovevano essere appunto per scopi anti-discriminatori, non per ospitare locali dove si può far sesso. E’ stato un caso isolato?
Ci sono tanti circoli virtuosi che si autofinanziano. Tra le associazioni che sono risultate idonee al bando c’è Anddos ma non ha nemmeno preso il finanziamento più grosso. E comunque questi soldi non sono stati erogati. Un altro errore, che dimostra come il servizio sia pura disinformazione, è aver citato il reato alla prostituzione che non esiste in Italia, come non è reato fare sesso. L’unico reato è lo sfruttamento alla prostituzione. Ma se dentro quattro mura si fanno dei massaggi che vanno oltre e il tesserato non lo comunica al presidente del circono, quest’ultimo non può saperlo. In caso contrario, se il presidente ne era a conoscenza e non ha fatto niente, questo reato è punito severamente dalla legge. L’unico grave reato, invece, che vedo qui è la violazione del diritto alla privacy del dottor Spano. Qualcuno è entrato in possesso di dati sensibili, come il numero della sua tessera, l’ha preso e divulgato. Anddos infatti depositerà delle querele a riguardo.

Cosa ne pensa delle dichiarazioni di Adinolfi?
Ecco, un’altra conseguenza di questo servizio fatto in assoluta malafede sono stati i commenti che sono stati fatti da diverse personalità politiche dichiaratamente contro questo mondo, come Giovanardi. Sulle parole dette da Adinolfi, invece, devo dargli ragione sul fatto che la soffiata sia stata fatta da qualche persona all’interno del mondo LGBT e si tratta ovviamente di una malevolenza e, come detto prima, Anddos prenderà provvedimenti. Per quanto riguarda il fatto che il mondo LGBT sia una lobby, parola usata erroneamente anche da Papa Francesco, basta andare a leggersi sul vocabolario la definizione di lobby per capire che non è assolutamente vero.