Autonomia Veneto, servirà il sì del parlamento

Che cosa accadrà il giorno dopo del voto per l’autonomia del Veneto? Lo spiega Marco Bonet in un articolo sul Corriere del Veneto a pagina 2. Ammesso che vinca il , il governatore Luca Zaia ha già tracciato una road map: Zaia si ripresenterà in consiglio regionale e presenterà all’aula il programma di negoziati che intende condurre con lo Stato, unito al disegno di legge statale contenente «i percorsi e i contenuti per il riconoscimento di ulteriori e specifiche forme di autonomia per la Regione». Trattandosi di disegno di legge statale, per passare dovrà necessariamente essere approvato dal parlamento a maggioranza assoluta dei componenti delle Camere. C’è il rischio dunque che finisca tutto in un nulla di fatto per via di una mancata intesa con Roma.

Per quanto riguarda i contenuti, il disegno di legge statale si basa sulla delibera 315 del marzo 2016 che sul piano finanziario precisa: «spettano alla Regione, oltre alle singole devoluzioni di gettiti per specifiche funzioni e agli attuali tributi propri, le seguenti quote di compartecipazione ai tributi erariali riscossi nel territorio della Regione stessa: 1) nove decimi del gettito dell’Irpef; 2) nove decimi del gettito dell’Ires; 3) nove decimi del gettito dell’imposta sul valore aggiunto». Si tratta del modello Trento-Bolzano voluto da Zaia anche per il Veneto.

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