«Chiudo la tabaccheria per colpa delle rapine»

«Cambierò vita, non si può vivere nell’ansia. Prima dei furti e delle rapine l’attività andava bene, ora sono costretta a chiudere». Così, in un articolo di Diego Bortolotto su La Tribuna a pagina 33, Carla De Conti, titolare di una tabaccheria di di San Fior di Sotto (Treviso), ha annunciato di voler cedere la propria attività in seguito ad una serie di tre rapine e cinque furti e tentativi di scasso avvenuti nel corso degli ultimi anni. In uno di questi 8 episodi, i ladri le avevano puntato addosso una pistola, mentre l’ultima rapina era avvenuta davanti a casa, appena rientrata dal lavoro. «Ringrazio tutta la clientela per la fiducia dimostrata in questi anni e mi scuso per i disagi causati dalla poca varietà di articoli – si legge nel cartello affisso sulla vetrina del suo negozio – ringrazio ladri e rapinatori per avermi messa in questa situazione».

«Colpevolizzo un po’ le banche per i tassi troppo alti, uno se ne rende conto quando oramai é tardi – accusa la De Conti che aveva chiesto prestiti agli istituti di credito per rientrare dalle perdite senza ottenere però alcuna agevolazione – loro sanno fare molto bene i loro interessi, a differenza della sottoscritta». Dopo insistenti richieste, alla donna è stato infine concesso il porto d’armi per difesa personale. «Colpevolizzo chi permette a persone senza scrupoli di entrare in case e negozi usando armi e violenza – continua la tabaccaia – portando via soldi e dignità e lasciandoli impuniti a delinquere ancora. Colpevolizzo chi fa finta di non vedere persone costrette a dover chiudere un’attività, che prima dei furti e delle rapine godeva di ottima salute dando un ottimo servizio, cortesia e sorriso. Auguro ai colpevoli di marcire all’inferno e di provare quello che sto provando e che ho provato io».

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