Il Jobs Act si “sgonfia”? -91% contratti stabili

E’ letteralmente crollato nel 2016, il numero dei nuovi contratti a tempo indeterminato. Il Jobs Act sembra aver finito il suo “effetto doping”, come dimostrano i dati comunicati dall’Inps. Il saldo tra assunzioni stabili e cessazioni, comunica l’Inps, è risultato pari a +82.917, con un calo del 91,1% rispetto al 2015, quando si era attestato a 934.092. Pesa, come già detto, la riduzione degli incentivi per le assunzioni. Alla fine del 2016, nel settore privato, i rapporti di lavoro attivi risultano aumentati di 340.000 unità rispetto alla fine del 2015, come saldo tra le assunzioni e le cessazioni intervenute nel periodo.

L’incremento dei rapporti di lavoro nel 2016 si aggiunge a quello, ancora più consistente, osservato nel 2015 (+628.000). Il risultato complessivo del biennio 2015-2016 è pari a +968.000; nel biennio precedente 2013-2014 si erano registrati sempre saldi negativi (nel 2014 -34.000 unità, nel 2013 -101.000). Il risultato del 2016, afferma l’Inps, è imputabile prevalentemente al trend di crescita netta registrato dai contratti a tempo determinato, il cui saldo annualizzato, pari a +222.000, ha significativamente recuperato la contrazione registrata nel 2015 (-253.000), indotta dall’elevato numero di trasformazioni in contratti a tempo indeterminato. Il saldo dei contratti a tempo indeterminato risulta comunque positivo e pari a +83.000 e, sommato al saldo 2015 pari a +934.000, evidenzia un incremento delle posizioni di lavoro a tempo indeterminato attorno al milione.

Al risultato di fine anno ha concorso significativamente l’elevato livello di trasformazioni di rapporti a termine indotto, a dicembre (92.000; 379.000 nell’intero 2016), dalla fine dell’esonero contributivo biennale e delle incentivazioni per i lavoratori in lista di mobilità. Anche i rapporti di lavoro di apprendistato nel 2016 hanno conosciuto un incremento (+29.000). Complessivamente le assunzioni, sempre riferite ai soli datori di lavoro privati, nel periodo gennaio-dicembre 2016 sono risultate 5.804.000, con una riduzione di 464.000 unità rispetto al corrispondente periodo del 2015 (-7,4%). Nel complesso delle assunzioni sono comprese anche le assunzioni stagionali (565.000). Il rallentamento delle assunzioni ha riguardato principalmente i contratti a tempo indeterminato: -763.000, pari a -37,6% rispetto al 2015.

Questa riduzione va collegata al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui dette assunzioni potevano beneficiare dell’abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni. Analoghe considerazioni possono essere sviluppate per la contrazione del flusso di trasformazioni a tempo indeterminato (-35,4%). Per i contratti a tempo determinato, nel 2016, si sono registrate 3.737.000 assunzioni, in aumento sia sul 2015 (+8,0%), sia sul 2014 (+11,0%). Per i contratti in apprendistato si conferma il trend di crescita già rilevato anche negli aggiornamenti dei mesi precedenti. In particolare, rispetto al 2015, le assunzioni in apprendistato aumentano di 56.000 unità (+31,0%). I contratti stagionali registrano una riduzione del 5,6%.

Rispetto al 2015, le cessazioni nel complesso, comprensive anche dei rapporti di lavoro stagionale, risultano diminuite del 3,1%. La riduzione è più consistente per gli apprendisti (-11,0%) e per contratti a tempo indeterminato (-7,0%). Analizzando le cessazioni per tipologia, i licenziamenti complessivi relativi a rapporti di lavoro a tempo indeterminato, pari a 646.000, risultano in modesto aumento rispetto al 2015 (624.000) e in leggero calo rispetto al 2014 (671.000). Il tasso di licenziamento (calcolato rispetto all’occupazione esposta al rischio ad inizio anno) per tutto il 2016 (5,9%) risulta inferiore rispetto a quello corrispondente del 2015 (6,1%) e del 2014 (6,5%). Sul trend dei licenziamenti ha inciso l’introduzione dell’obbligo delle dimissioni online.

Nel corso del 2016 le assunzioni con esonero contributivo biennale sono state pari a 414.000, le trasformazioni di rapporti a termine che beneficiano del medesimo incentivo ammontano a 203.000, per un totale di 617.000 rapporti di lavoro agevolati. I rapporti di lavoro agevolati rappresentano il 37,5% del totale delle assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato. Nel 2015, l’incidenza delle assunzioni e trasformazioni agevolate (con abbattimento totale dei contributi a carico del datore di lavoro per un triennio), sul totale delle assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato, era stata pari al 60,8%. Quanto alla composizione dei nuovi rapporti di lavoro in base alla retribuzione mensile, si registra, per le assunzioni a tempo indeterminato intervenute nel corso del 2016, una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1.750 euro, che passa dal 60,6% del 2014 e del 2015 al 57,3% del 2016. Si tratta di una tendenza registrata anche nei mesi precedenti.