La patria del rugby? Il Veneto

Radiografia dello sport più popolare fra i cosiddetti “minori”: società, atleti, impianti all’avanguardia. E una grande tradizione

La immagine del rugby veneto ha subìto pochi giorni fa un brutto colpo. La Corte d’Appello della Federazione ha radiato Bruno Andres Doglioli, italo-argentino del Rangers Rugby Vicenza. l’11 dicembre scorso aveva aggredito, durante una partita di Serie A, Maria Beatrice Benvenuti, arbitro donna. Un brutto episodio, estraneo – giusto riconoscerlo – alla tradizione ed allo stile della palla ovale regionale.

Fra gli sport a torto o a ragione definiti minori il rugby è il più popolare in Veneto. Lo attestano i numeri: 75 società, 12.452 atleti tesserati. Lo conferma la storia: il Benetton Treviso ha vinto 15 scudetti e dal 2010 ha lasciato la fase nazionale per rappresentare (con le Zebre Parma) l’Italia nel Pro 12, il campionato internazionale, in cui però non ha finora avuto successo. Il Petrarca Padova e il Rovigo assommano 29 scudetti (17 a Padova e 12 a Rovigo). Il Mogliano ha vinto il titolo 2012-2013, primo scudetto della società e anche primo trofeo vinto fuori dallo storico triangolo del rugby regionale. La squadra che vanta il maggior numero di titoli vinti però non veneta, è l’Amatori Milano con 18 scudetti, l’ultimo dei quali risale però ad oltre vent’anni fa, alla stagione 1995-1996. Nei vent’anni successivi il dominio veneto è stato costante: 13 scudetti suddivisi fra Benetton (10), Petrarca, Mogliano e Rovigo (uno a testa).

Perché in Veneto il rugby è diventato sport di primo piano? I primi club nascono negli anni Trenta e trovano nell’Università di Padova il loro centro di irradiazione grazie ai Guf (Gruppi Universitari Fascisti), il regime infatti sostiene il rugby quale “sport di combattimento”. Universitari del Bo’ esportano la palla ovale a Treviso, a Mestre, a Rovigo. Solo a Rovigo però si radica già prima della guerra.

I migliori giocatori italiani sono proprio quelli di Rovigo, espressi da una società rurale e povera che, negli anni Trenta, è fra le più arretrate del Paese e, proprio per questo, ha già in sè i valori tipici del rugby: spirito di sacrificio e capacità di resistenza. Gli stessi di un altro sport popolarissimo in Regione, il ciclismo. Nel dopoguerra il rugby si radica in tutta la Regione, con prevalenza nelle province centro-orientali, dove raccoglie il maggior numero di società, atleti e pubblico. Però oggi ci sono due club di Verona ed uno vicentino in seconda divisione.

Consistente la rappresentanza regionale nei principali campionati maschili. Sono 4 le squadre venete in quello di di Eccellenza (la massima divisione maschile, che si disputa dal 1928) e ben 8 in quello di Seria A (la seconda divisione). Detentore del titolo nazionale è il Rovigo che, nella finale 2015-2016 contro i campioni uscenti del Calvisano, ha vinto 20-13 conquistando il suo dodicesimo scudetto. Dopo la prima giornata del girone di ritorno Petrarca, Rovigo e San Donà seguono al momento in classifica i bresciani del Calvisano, capolista dell’Eccellenza. Le venete saranno quindi sicuramente protagoniste dei play off.

Il Veneto dà tradizionalmente alla Nazionale un apporto di giocatori determinante. Fra i 31 convocati per il 3° turno del 6 Nazioni (test-match giocato il 26 febbraio a Twickenham contro l’Inghilterra) gli atleti di squadre venete erano 10, tutti della Benetton Treviso.

Il Veneto è leader anche nel settore femminile. Le Red Panthers Treviso lo dominano dalla nascita (1984): su 31 campionati la squadra trevigiana ne ha vinti 23, il Riviera del Brenta di Mira 6 e le padovane del Valsugana  uno.

Anche a livello di stadi dedicati il Veneto è ai primi posti in Italia. Lo Stadio Plebiscito di Padova ha 12.000 posti, quello di Monigo (campo di gioco del Benetton) ne ha 5.000, altrettanti il Battaglini di Rovigo. Recentissima (inaugurazione nel 2012) è la BPV Arena, l’impianto del Rangers Rugby Vicenza,  che conta 1000 posti.

Ph: rugbyrovigodelta.it