Mafia, il fratello di Impastato: «non c’è volontà di contrastarla»

Il fratello di Peppino Impastato, militante anti-mafia ucciso nel 1978, è intervenuto all’incontro con le scuole “Saperi contro le mafie” all’istituto Calabrese-Levi di San Pietro in Cariano (Verona). «La mafia non l’abbiamo sconfitta – ha detto Giovanni Impastato (in foto) – manca la precisa volontà politica di risolvere il problema. La mafia ha ucciso i migliori servitori dello Stato: partiamo da Giovanni Falcone per capire cos’è. Anche la memoria è importante e si deve alimentare e condividere partendo dai giovani». All’incontro, scrive l’Arena a pagina 30, erano presenti in qualità di relatori anche la madre di Peppino, Felicia, Gabriele Licciardi, docente di storia contemporanea, Pierpaolo Romani, coordinatore nazionale di Avviso pubblico e Roberto Tommasi, coordinatore regionale di Libera.

«Una figura di estrema modernità quella di Peppino Impastato- ha detto Licciardi – che in un piccolo paese ha fondato un radio libera e si è scagliato apertamente contro il boss Tano Badalamenti». La mafia «punta a condizionare la politica e i consigli comunali per arrivare agli appalti. Una situazione ormai visibile anche nella nostra provincia», ha rimarcato Romani. «C’è un po’ di mafia anche dentro di noi: cominciamo a ripulire anche noi stessi», ha chiosato Tommasi.

(ph: youtube.com)

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