Padova, stalker chiedono aiuto agli psicologi

Anche gli stalker chiedono aiuto. E’ quanto accade a Padova dove due molestatori, un uomo e una donna, hanno contattato l’anno scorso lo sportello dell’associazione Psicologi di Strada per avere informazioni sul proprio problema. «Si sono avvicinati in modo telefonico e non è stato possibile avviare con loro un percorso – spiega la presidente Laura Baccaro in un articolo di Silvia Quaranta sul Mattino a pagina 24 -. Una era una donna già in detenzione domiciliare, che non avrebbe nemmeno potuto usare il telefono: non capiva il motivo della sua condanna, non si sentiva colpevole. L’altro invece era un uomo che pure cercava informazioni. Purtroppo per quanto riguarda i possibili autori di questo reato non c’è un protocollo nazionale d’intervento, e si tratta sempre di situazioni delicate che hanno bisogno di un lungo percorso».

Secondo l’associazione, lo stalker è nella maggior parte dei casi un partner o un ex partner, ma vengono segnalati anche vicini di case e persone ignote. Perchè si configuri il reato di stalking, è necessario dimostrare che la vittima è stata costretta a cambiare le proprie abitudini: «noi consigliamo di conservare traccia di tutti i contatti, compresi messaggi e telefonate – spiega la volontaria Alessandra Leone – poi di informare le persone vicine come parenti e amici ed anche di tenere un diario, riportando data, ora, cos’è successo e come si è sentita la vittima. Queste piccole informazioni, in sede processuale, costituiscono prove importanti».

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