Pfas, Miteni: «dati Regione inaffidabili»

L’azienda Miteni di Trissino (Vicenza), accusata da più parti di essere la responsabile principale della contaminazione da Pfas del territorio tra il Vicentino e il Veronese, ha replicato all’ultimo rapporto della Regione che la pone sotto i riflettori. «Il direttore generale Domenico Mantoan – precisa una nota dall’azienda di Trissino – ha espresso nel corso del workshop in corso a Venezia le sue considerazioni sui dati relativi alle gestanti e alle nascite in relazione alla presenza di Pfas. Il prof. Angelo Moretto ha studiato i dati e il dossier». «Questo documento – scrive Moretto, direttore del Centro internazionale per la prevenzione sanitaria del Fatebenefratelli Sacco di Milano – presenta dati del tutto inutilizzabili a causa di numerose carenze metodologiche e qualsiasi conclusione tratta dai dati di questo documento non è ragionevolmente sostenibile: anzi, se una conclusione può essere tratta è che non ci sono differenze fra le diverse aree considerate».

Il decorso della gravidanza, sottolinea la Miteni citando alcuni fra l’ingente mole di dati, «è definito fisiologico nell’83,3% dei casi contro la media veneta dell’81,6%. E le anomalie congenite maggiori alla nascita (2,9%) sono inferiori alla media veneta (3%)», mentre la percentuale di bambini nati morti nell’area rossa, cioè quella più a rischio, è pari all’1,9 per mille a fronte della media veneta è del 2,5. «Questo documento – conclude Moretto – si presenta come una raccolta poco ordinata di dati, che non sono stati analizzati adeguatamente e dai quali sono state tratte delle conclusioni arbitrarie che non trovano alcun fondamento. Solo una adeguata analisi statistica dei dati – afferma – potrà dare risposte affidabili».

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