Uccise guidando contromano in tangenziale, pena ridotta

Mirco Vendramin, la notte dei 2 giugno 2011, mentre guidava contromano in tangenziale, travolse ed uccise il 21enne Alex Di Stefano. Era stato condannato a tre anni e otto mesi di carcere ma la pena è stata ridotta a tre anni e con ogni probabilità le porte del carcere per Vendramin, che ricorrerà quasi sicuramente in Cassazione, non si apriranno mai. Come spiega Il Mattino a pagina 32, la motivazione data dal perito dei giudici è la seguente: la prova alcolimetrica, compiuta nel sangue, adottando criteri probabilistici, non può essere utilizzata nelle aule di giustizia. Il padre e la sorella di Alex hanno usato parole dure contro i giudici: «ce l’avete ammazzato un’altra volta».

La sentenza, quindi, ha dato ragione alla difesa di Vendramin infliggendo 3 anni di reclusione per omicidio colposo visto che l’incidente è avvenuto prima dell’entrata in vigore della legge per omicidio stradale. Prescritta invece la guida in stato di ebbrezza. Inoltre la patente non gli verrà revocata ma sospesa per tre anni e la vettura di Vendramin sarà sostituita. L’imputato pagherà le spese di parte civile (5.500 euro in totale) al padre e alla sorella di Alex. Il giorno dopo l’incidente, in cui Alex morì sul colpo, la madre del giovane si tolse la vita non riuscendo a sopportare il dolore causato dalla perdita improvvisa del figlio. Grazie anche alle dure lotte intraprese contro le tragedie in strada dal padre e dalla sorella, è stata approvata la nuova legge che punisce l’omicidio stradale.

Tags: ,