Pfas, Zanoni (Pd): «Regione chiuda subito Miteni»

«La Regione deve far chiudere la Miteni, bonificare il sito contaminato e promuovere una causa civile per il risarcimento dei danni subiti da comuni, consorzi acquedottistici, allevatori, agricoltori, cittadini». Questa la richiesta formulata dal Consigliere regionale Andrea Zanoni (Pd) nell’ambito della discussione relativa alla mortalità retrospettiva causata da esposizione a Pfas, evidenziata dalla presentazione di uno studio epidemiologico. «Lo studio condotto da Enzo Merler e Paolo Girardi, epidemiologi dell’università di Padova e di Verona, illustrato a Venezia nel workshop organizzato dalla Regione sui risvolti della contaminazione che ha avvelenato suolo e acque di 23 comuni, tra le province di Vicenza, Padova e Verona – spiega il consigliere – ha dimostrato che tra il personale di Miteni la mortalità retrospettiva degli addetti direttamente esposti alle sostanze perfluoralchiliche (Pfas) risulta superiore alla media con un’incidenza anomala di tumori al fegato, alla vescica, al rene e con picchi di cirrosi, diabete ed ipertensione».

«Lo studio ha anche messo in evidenza come dal 2004 al 2012 le concentrazioni di Pfoa nel sangue dei lavoratori, si siano attestate tra i 5 e i 10 mila nanogrammi per grammo. Le analisi dei prelievi del sangue eseguiti invece su 50 quattordicenni residenti nella zona rossa interessata dagli sversamenti della Miteni nelle acque – ricorda Zanoni – hanno portato alla luce valori di sostanze perfluoroalchiliche 30 volte superiori al normale pari a 64 nanogrammi di sostanze Pfas nel sangue quando la media nazionale dei non esposti è attorno ai due-tre nanogrammi».

«Di fronte a questi dati – conclude – Zaia e la sua Giunta devono a maggior ragione dare seguito alla mozione approvata dal Consiglio regionale il 22 marzo 2016 che, al punto 8, grazie ad un mio emendamento, prevedeva specifiche azioni legali a carico della Miteni per il risarcimento dei danni subiti da Comuni, consorzi acquedottistici, aziende e cittadini per concretizzare il principio europeo di “chi inquina paga“». Mi auguro che il pm Barbara De Munari, che conduce l’inchiesta della procura vicentina, presente all’incontro sui Pfas, consideri anche quanto ho segnalato nella denuncia che ho presentato lo scorso ottobre presso il Tribunale di Vicenza in merito ai danni causati all’agroalimentare».