Aborto, ginecologi e anestesisti: «vietare obiezione»

Secondo gli ultimi dati pubblicati dal ministero della Salute, il Veneto è la seconda regione del Nord (dopo l’Alto Adige) per numero di medici obiettori di coscienza: rispetto all’aborto, alla pillola del giorno dopo e (in alcuni casi) anche alla procreazione assistita. Secondo quanto si legge a pagina 5 del Corriere del Veneto di oggi, è obiettore il 76,6% dei ginecologi e l’80% degli anestesisti veneti. Sono inoltre obiettori il 10% degli infermieri e una percentuale non rilevata (ma che si suppone maggiore) di ostetriche.

Ed è in questi dati che si legge il contesto in cui il direttore generale dell’Usl del Polesine, Antonio Compostella, ha messo a bando un posto a tempo determinato per un biologo che non fosse obiettore «altrimenti sarà giusta causa per la risoluzione del contratto». «Se noi obiettori restiamo la minoranza è difficile soddisfare le liste d’attesa», commenta il segretario regionale dell’Associazione ginecologi ostetrici ospedalieri (Aogoi), Giancarlo Stellin, già direttore di Ginecologia a Rovigo.

«Basti pensare che il 99% dei primari oppone obiezione – aggiunge Stellin – e non solo per motivi religiosi o etici ma anche perchè l’aborto è un lavoro in più e non certo gratificante». Stellin lancia dunque una proposta: la 194, «una buona legge», «va aggiornata con il divieto all’obiezione di coscienza». Simile il parere del dottor Attilio Terrevoli, presidente del sindacato degli anestesisti Aaroi: «l’unica strada è cambiare la normativa: non puoi riconoscere un diritto al paziente e uno all’operatore che però nega il primo».

«Ricordo che la legge 194 riconosce il diritto all’obiezione di coscienza solo al medico che materialmente pratica l’aborto, cioè il ginecologo, e a infermieri e ostetrici che l’aiutano – sottolinea invece il direttore di Ginecologia e Ostetricia a Padova, Gianni Nardelli – non all’anestesista o al camice bianco che al Pronto soccorso nega la pillola del giorno dopo. Nei loro confronti primari e direttori generali dovrebbero prendere provvedimenti e imporre di non negare agli utenti un servizio essenziale».

(Ph. da azisanrovigo.it)

Tags: