“Prima i Trevigiani”: «così si rilancia il centro storico»

Il comitato “Prima i trevigiani”, lancia una «proposta concreta» contro la desertificazione del centro storico del capoluogo della Marca, che «lascia spazio alla microcriminalità e al degrado». Rispetto agli anni ’90, quando il centro di Treviso era abitato da più di ventimila residenti, «nel 2017, si contano solamente seimila abitanti, vale a dire il 70% in meno». Le cause, afferma il comitato, sono principalmente due: «la prima è la bolla immobiliare che ha colpito il centro storico, con prezzi al metro quadro arrivati fino a 7.000 euro che rendevano impossibile l’acquisto degli immobili, vista anche la congiuntura della crisi economica; la seconda causa, non direttamente legata alle residenze, ma comunque strategica per la vita della città, è stata la scellerata scelta di costruire Treviso 2 (area Appiani) e lì spostare tutti gli uffici pubblici principali. Una vera e propria mazzata per gli afflussi al centro».

«La giunta Manildo – prosegue la nota – ha tentato la via di un bando (peraltro poco pubblicizzato) che prevedeva degli aiuti una tantum per riportare giovani coppie ad abitare in centro. Noi vogliamo fare di più». La proposta di “Prima i Trevigiani” è di «rendere sistematica l’iniziativa di agevolare chi vuole ripopolare il centro storico e chi ha deciso di rimanerci a vivere». Per fare questo, in centro città dove «mediamente gli immobili hanno una classe energetica scarsa che si traduce in costi di gestione alti», l’idea è quella di stanziare «da subito un fondo che aiuti i cittadini a sostenere queste spese». In conclusione, rimarcando la propria natura apolitica, il Comitato fa presente che i soldi spesi per il rifacimento delle piazze Rinaldi e Santa Maria dei Battuti, pari a un milione e trecentomila euro, «avremmo potuto incentivare le spese condominiali di cento famiglie per dieci anni», dando «una vera e propria boccata di ossigeno per il centro e la sua economia».

(Ph. Wikipedia)