Rosso: «se dovessi ricominciare me ne andrei dall’Italia»

«Non ci credevo, ma ne ho parlato qualche giorno fa proprio con (Leonardo) Del Vecchio. Gli ho detto: ma sai che avevi ragione?». Così sul Corriere Economia a pagina 16, il patron di Diesel, Renzo Rosso, commenta il suo ritorno alla guida dell’azienda. Ma l’imprenditore, da sempre sostenitore dell’Italia, ammette anche che se dovesse iniziare oggi la sua attività non la farebbe in Italia e andrebbe all’estero come molti giovani: «di idee i giovani ne hanno sempre avute e sempre ne avranno. Vanno a svilupparle là dove c’è la possibilità di essere ascoltati, di realizzare, di essere veloci. Andrei a Londra perché è la città più fresca in questo momento, è una città giovane». Ma non ha in mente di spostarsi: «non possiamo farlo, troppe famiglie, troppe aziende dipendono da noi – dice -. Certo, se avessimo la sede all’estero in questo momento saremmo facilitati, in Italia è tutto troppo faticoso, anche fare donazioni: per restaurare il ponte di Bassano è un continuo bloccarsi di un’azienda con un’altra in Tribunale. A Venezia, per Rialto, invece, ci hanno permesso di lavorare insieme e abbiamo risparmiato su tutto. Il che dimostra che quando si vuole fare, si può fare».

Come ad esempio a Milano: «sta diventando la piazza più importante della moda, sono molto orgoglioso del lavoro che abbiamo fatto (…) Avevamo qualcosa da dire e il governo ci ha seguito, per la prima volta con Renzi ha capito che la moda è stra-importante non solo per il contributo al Pil nazionale, ma perché i nostri nomi sono nelle città più importanti del mondo». «Il Dalai Lama dice sempre che le guerre esistono perché la gente non si parla – conclude Rosso -. Purtroppo il nostro Paese, la nostra politica, si muove per fazioni, non si ragiona se una legge deve essere fatta in un certo modo e ciascuno porta il suo contributo perché venga scritta al meglio, ma si crea un muro per il solo fatto di essere di una parte politica diversa. E anche le persone, la maggioranza, di fronte a una notizia tende subito a criticare. Dobbiamo invertire questo modo di fare. Altrimenti non andiamo da nessuna parte».