Ruzzante esce dal Pd e va con Dp: «mi riconnetto col popolo»

«Lasciare il Partito Democratico è una scelta sofferta, che mette in discussione decenni di militanza, di passione e di condivisione di una storia. Ma la realtà che ho sotto gli occhi, le domande che ci pone e alle quali non abbiamo saputo né voluto rispondere, mi induce a imboccare un’altra strada, nel pieno rispetto per la comunità da cui provengo» Lo afferma in una nota il consigliere regionale Piero Ruzzante che annuncia di «lasciare il Pd per costituire il Gruppo Misto». Ruzzante spiega che «è la realtà che si impone e determina questa mia scelta, una realtà intorno a cui molti dirigenti del Pd rifiutano perfino di affrontare una discussione». L’ormai ex esponente Pd fa notare che «tantissimi cittadini veneti optano per l’estero: 10.000 ogni anno, il Veneto è la seconda Regione italiana per emigrazione; sono i nostri figli, i nostri nipoti, nella totale indifferenza di Zaia. E quale sarà la realtà tra pochi decenni? L’Italia avrà a che fare con generazioni di pensionati poveri. Sarà inevitabile ripensare al modello di città, mettere in comune beni e servizi, rivedere il modello di coesione sociale. Ma è una realtà faticosa e allora si preferisce esaltare un sistema che, nei fatti, non esiste più. Nel frattempo, una sentenza della Cassazione ha considerato legittimo il licenziamento di un lavoratore deciso dall’azienda non motivato da difficoltà economiche, bensì da una riorganizzazione interna finalizzata solo ad aumentare il profitto. Se questa sarà la norma, cosa succederà quando con la robotizzazione diventeranno inutili moltissimi lavori?».

Il consigliere della minoranza si domanda: «se non è questo il tempo per cambiare, allora quando arriverà il momento giusto? Siamo in una fase di ripiegamento della globalizzazione: un fatto enorme. Ma il Partito Democratico sembra insistere su ricette pensate in un’altra fase storica e da altre culture politiche, precarizzando il lavoro e abbassando in modo non progressivo le tasse (come nel caso dell’Imu, cancellata anche per i ricchi). La Sinistra ha ceduto culturalmente: il sindacato visto come nemico, i nostri riferimenti sociali (mondo della scuola, lavoro pubblico, lavoro dipendente) trattati come privilegiati, le periferie non più frequentate e sostituite dai salotti buoni dei centri storici, le uniche realtà urbane dove sono cresciuti i voti. Tante persone, tanti compagni hanno smesso di guardarci come una speranza». Ruzzante spiega che «Con il nuovo movimento ripartiamo dall’articolo 1 della Costituzione: lavoro, giovani, sovranità del popolo. La sfida è enorme, si tratta di vincere decenni di pensiero unico, di dominio pressoché incontrastato del Liberismo. Pensieri e strumenti per vincere sono ancora al centro di una riflessione che riguarda la Sinistra in tutto il mondo. Ma trovo giusto iniziare a stare, senza freni, dentro questa parte della Storia». Per queste ragioni, conclude,«rassegno le dimissioni da vicepresidente del gruppo PD ed entro nel Gruppo Misto, formando la componente “Articolo 1 – Movimento Democratici e Progressisti“. Qui continuerà ovviamente il mio lavoro di opposizione alla Lega e a Zaia. Buon lavoro e buone cose a tutti noi».