BpVi, domani in cda rimborsi per soci in difficoltà

La Banca Popolare di Vicenza prova a stringere sulle regole per i rimborsi riservati agli azionisti azzerati che versano in condizioni disagiate, ancora in attesa di un regolamento che disciplini i livelli degli indennizzi e la platea degli aventi diritto. Il tema, secondo indiscrezioni, sarà domani sul tavolo del consiglio di amministrazione della banca, che dovrebbe deliberare al riguardo. Popolare di Vicenza e Veneto Banca, controllate dal fondo Atlante, hanno promesso 30 milioni di euro a testa agli azionisti in situazioni di particolare difficoltà, a cui saranno assicurati tassi di rimborso più alti rispetto a quelli offerti alla generalità dei soci che hanno investito (e perso) nei titoli delle due banche.

Il plafond andrà ad aggiungersi agli oltre 600 milioni stanziati per chiudere il contenzioso con tutti gli altri soci e che prevede rimborsi nell’ordine del 15% circa. L’offerta di transazione si chiuderà il prossimo 22 marzo ed è subordinata al raggiungimento di una soglia di adesione pari all’80% delle azioni coinvolte. L’amministratore delegato Fabrizio Viola ha avvertito sul fatto che, senza un’adesione massiccia, non ci sarà futuro per la banca e ha escluso che un intervento dello Stato nel capitale di BpVi possa migliorare le percentuali di rimborso. Una posizione condivisa anche dal giurista Sabino Cassese che oggi, in un’intervista al Corriere, ha suggerito agli azionisti di «non darsi la zappa sui piedi» e aderire in quanto la transazione «non può essere fatta con risorse statali».